VIDEO | Nuti inaugura l’anno accademico della Sant’Anna di Pisa: “Investire in ricerca e talenti”

Cerimonia quest’anno trasmessa sulle piattaforme digitali e social dello storico istituto
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PISA – Valorizzare i talenti, sfidare il presente segnato dal Covid per costruire il futuro e un appello rivolto alle Istituzioni: investire in ricerca. Sono i tre asset con cui la rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Sabina Nuti, inaugura l’anno accademico 2020-2021, cerimonia quest’anno trasmessa tutta sulle piattaforme digitali e social dello storico istituto. È necessario “investire sulla ricerca e sulla formazione, perché sono veramente le leve su cui il nostro Paese può contare per il futuro” e in Italia, su questo fronte, bisogna fare “molto di più”, sottolinea.

Il 2020, l’anno della pandemia, “è stato molto difficile e complesso” ma, continua, “la scuola ha dimostrato capacità di resilienza, mettendosi in campo per rilanciare il ruolo della ricerca e della formazione per l’Italia, per il futuro, per quello che ci aspetta e per rispondere a questa crisi mondiale”, spiega. In questo senso, aggiunge, la Sant’Anna “penso possa svolgere un ruolo sperimentale, da apripista. Le nostre piccole dimensioni e la flessibilità, infatti, ci possono permettere di essere un avamposto dove sperimentare soluzioni nuove, anche da un punto di vista organizzativo”.

Guardando al futuro, quindi, l’obiettivo è “proseguire con la nostra attività di punta, su aree di ricerca fondamentali per il futuro del mondo”. Ma anche “aprire sempre di più le nostre porte a studenti di valore, di merito”, quindi, “stringere un’alleanza con il privato, perché congiuntamente ci si possa prendere cura del talento in Italia quale volano per la rinascita del nostro sistema”. Ed è percorrendo questa traiettoria che Nuti lancia ‘Talento Plus’, ovvero “una collaborazione che partirà nel 2021 con Banca Intesa, che vuole fare della scuola Sant’Anna un punto di riferimento in Italia per il merito e per il talento”.

C’è anche spazio per soffermarsi sulla didattica a distanza, che “ormai è entrata nel sangue dell’università ma direi un po’ in tutta la società: faremo molte più cose utilizzando le nuove tecnologie” e, così come “è stato anche in questi mesi, sarà sempre mantenuta la didattica in presenza, quando possibile, come punto di forza pe la formazione dei giovani di domani”. Il 2020, aggiunge Arianna Menciassi, prorettrice vicaria “è stato un anno particolare anche per la ricerca”, che al Sant’Anna “non si è mai bloccata, anche nel periodo più buio del lockdown, tra marzo e aprile. È stata data priorità a tutte quelle attività connesse al covid, quindi alla realizzazione di robot applicativi che potevano dare una mano”.

Inoltre “sono proseguite tutte le attività di selezione dei dottorandi”. Qui, aggiunge, “ci aspettavamo una qualche flessione: invece no, ci sono state molte domande anche di dottorandi stranieri ai nostri dieci corsi” per “un successo importante”. La seconda ondata, conclude, “non ha facilitato l’arrivo dei dottorandi, specialmente dall’estero. Però i laboratori non sono mai rimasti totalmente chiusi: organizzandoci, soprattutto nelle attività sperimentali dove bisogna stare gomito a gomito, sono andati avanti”.

MANFREDI: INCLUSIONE E INNOVAZIONE PER RIPARTIRE

“Abbiamo bisogno di un’università più inclusiva che non rinunci però all’eccellenza e alla qualità. Dobbiamo rimettere al centro l’idea di un’università come strumento di trasformazione sociale superando le barriere economiche e culturali. E in questo contesto la formazione di eccellenza e le scuole superiori sono catalizzatori di processi positivi e possono fungere da volano per le azioni di eccellenza nel sistema nazionale, per far in modo che questa eccellenza sia condivisa”. Il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha inaugurato così l’anno accademico 2020/2021 della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Manfredi ha poi aggiunto che un’altra sfida per le università è quella di cooperare con il sistema scolastico. “Abbiamo un grande patrimonio non sfruttato: il talento di ragazzi e ragazze che avrebbero la possibilità di raggiungere i massimi gradi di istruzione ma non lo fanno perché non ne hanno le possibilità o la consapevolezza– ha commentato- la capacità di muoversi verso il sistema scolastico aiutando i ragazzi in un grande programma di orientamento è una delle missioni primarie, nell’interesse di una crescita culturale e formativa di tutto il nostro sistema Paese”. Inclusione, orientamento, ma anche innovazione le grandi sfide che gli atenei sono chiamati ad affrontare. “Noi dobbiamo anticipare questo cambiamento, non seguirlo– ha spiegato Manfredi- Con percorsi sempre più multidisciplinari, con una nuova centralità delle scienze umane e dando nuova centralità alla formazione di dottorato, che deve sempre più guardare anche al mondo industriale“. Missioni che si potranno raggiungere solo grazie allo stanziamento di investimenti. “Nel Recovery Plan ci sono risorse importanti sui temi dalla ricerca e della formazione, mi auguro che questo progetto sia gestito con competenza e rapidità e che possa dare una risposta alle necessità che abbiamo”, ha aggiunto il ministro. Manfredi ha poi spiegato che l’università italiana ha bisogno di più giovani e più ricercatori, e che alla formazione e alla ricerca deve accompagnarsi anche la “formazione del pensiero”, un elemento centrale per le università.

CARTABIA: UNIVERSITÀ RISCOPRA VALORE MAESTRI PER I GIOVANI

“L’Università deve riscoprire il valore che per le nuove generazioni hanno i maestri: si tratta veramente del futuro delle nostre società, di parte del patto intergenerazionale. Riscoprire i maestri e noi docenti renderci disponibili, con tutte le nostre energie intellettuali e affettive, ad accompagnare una generazione che è particolarmente provata”. Lo sottolinea l’ex presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, a cui la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha conferito il diploma di dottorato honoris causa in legge. La cerimonia ha concluso l’inaugurazione dell’anno accademico 2020-2021, trasmessa sui canali web e social dell’istituto e seguita da una media di 300 spettatori. “Credo che anche l’Università sia sottoposta a una grandissima prova in questo periodo della pandemia”, non soltanto per “aver dovuto reinventare la didattica a distanza”, ma per “la situazione di insicurezza profonda, esistenziale, in cui soprattutto i più giovani si trovano”, aggiunge.

 

“La professoressa Cartabia– dice Gianluigi Palombella, docente di filosofia del diritto all’istituto Dirpolis (diritto, politica, sviluppo) del Sant’Anna spiegando il senso del riconoscimento– rappresenta una continuazione simbolica di un lungo percorso che la scuola ha incominciato molti decenni fa, dando un futuro a molti giovani, poi sono diventati grandi personaggi della classe dirigente del nostro Paese e delle istituzioni della Repubblica. A Marta Cartabia ci leghiamo, oggi, soprattutto per il suo lavoro di connessione ai grandi ideali europei, di internazionalizzazione nello sguardo che ha dato al diritto come giudice della Conte costituzionale e presidente della Consulta”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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