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‘L’amore è un accollo’, le rime di Giulia Ananìa ce lo raccontano

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Giulia mi sembrava quella che ho spesso cercato e non ho mai trovato”, Carlo Verdone.

ROMA – Romana, verace, ironica, erotica, tagliente, malinconica, nostalgica e romantica (ma non troppo). Le sue parole ‘stradaiole’, che parlano a tutti (come quelle di Gabriella Ferri o di Pier Paolo Pasolini), arrivano dritte come un pugno nello stomaco e accarezzano il cuore per poi esplodere, in chi le legge o in chi le ascolta, in un sogno, in un sorriso, in un pianto, in un ricordo o in una emozione dolceamara. Questa è la penna di Giulia Ananìa: classe 1984, cantautrice, paroliera e poetessa. L’abbigliamento preferito di Giulia sono le sue rime e la sua creatività. All’età di 14 anni inizia a scrivere canzoni. Nei suoi brani racconta con un lirismo cinematografico l’Italia di oggi e di ieri, la sua bellezza e le sue contraddizioni, le lotte sociali ma anche l’amore, i sogni e le disillusioni della sua generazione. E lo fa anche nella sua seconda raccolta di poesie in romanesco ‘L’amore è un accollo – Poesie quasi romantiche’, disponibile nelle librerie e sui digital store per Bizzarro Books. La prima l’ha pubblicata all’età di vent’anni.

Durante l’adolescenza, che è il massimo dell’accollo della vita umana, scrivevo poesie. A vent’anni ho pubblicato ‘Nessuno bussa’, una raccolta di poesie in italiano, ha raccontato Giulia ai nostri microfoni.Negli anni mi sono sempre di più dedicata alla canzone e attraverso questa ho sempre cercato di trasmettere un modo poetico di raccontare la vita che ci circonda. Con il mio progetto ‘Bella Gabriella’ – ha continuato l’artista – riporto Gabriella Ferri ai giorni nostri attraverso spettacoli in cui canto in romanesco. In questi eventi ci ho messo dentro anche delle poesie che scrivevo in dialetto. Non pensavo potessero suscitare un certo interesse perché sono scritte in una lingua stradaiola e non aulica, come le scrive mio padre, che è un poeta”. La cantautrice ha poi concluso:Una sera Bizzarro Books era presente ad uno dei miei spettacoli e mi hanno proposto di racchiudere le mie rime in un libro. Durante il lockdown mi sono presa il mio tempo ed ho raccolto tutto quello che avevo scritto e così è uscito ‘L’amore è un accollo'”.

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Ha scritto canzoni per Paola Turci, Laura Pausini, Emma Marrone e Nek ma per ‘L’amore è un accollo’ è stata supportata da un artista speciale, che ha fatto la storia del cinema italiano con ventisette film da regista e quaranta da attore. Figlio di sangue di Mario e figlio cinematografico di Alberto Sordi, Carlo Verdone ha regalato al pubblico personaggi e battute memorabili, che hanno scritto molte pagine della commedia italiana. Per Giulia Ananìa, invece, ha scritto tre pagine di prefazione che, leggendole, assomigliano ad una vera e propria dichiarazione d’amore per una grande artista come lei. Per una bella anima fragile e inquieta come lei. 

Era una mia proiezione. Un personaggio scritto in tanti copioni che alla fine, durante il casting, non è mai stato esattamente come lo volevo. O perché ostentavano quello che non erano, o perché si fabbricavano un’ironia fasulla per essere simpatiche o semplicemente perché sentivo l’accademia, un’impostazione costruita, prima di anima, scrive Verdone. Un’anima che si ‘tocca con mano’ in tutte le poesie che popolano la seconda raccolta di Giulia: da ‘L’amore è un accollo’ a ‘Er Cowboy della Casilina’, da ‘Alzate, Roma!’ a ‘Nostalgia di tutto’ e da ‘Cercheremo Pasolini’ a ‘Santo Bar Callisto’. “Giulia mi sembrava quella “Giulia mi sembrava quella che ho spesso cercato e non ho mai trovato […] Credo che sia un’autrice dotata di una rara capacità di osservazione del dettaglio, fino a farlo diventare protagonista”, scrive ancora ‘Carlo Nazionale’. 

Abbiamo incontrato Giulia Ananìa su Zoom, ecco cosa ci ha raccontato:

2020-12-22T16:19:02+01:00