Scuola, lo sciopero degli studenti del liceo Pellecchia di Cassino

Chiedono rientro in sicurezza e misure adeguate al territorio
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ROMA – Nella maggior parte delle Regioni le scuole sono state riaperte, ma non si fermano le proteste degli studenti. I ragazzi sono infatti delusi da una serie di decisioni prese sulle loro teste e che, ancora una volta, li costringono a stravolgere la loro quotidianità. A Cassino, gli studenti del liceo ‘Pellecchia’, hanno deciso di scioperare e spiegano così le loro ragioni:

“Protestiamo perché la didattica in presenza, per quanto preferibile rispetto alla didattica a distanza, ha senso solo se riusciamo a goderne appieno dei benefici- scrive Artemisia Donatelli, rappresentante della classe III A- ma con i turni indicati la didattica in presenza non ne porta quasi nessuno, perché perderemmo la possibilità di fissare nel pomeriggio quanto appreso la mattina, in quanto molti degli studenti del turno delle 10 tornerebbero a casa a pomeriggio avanzato”.

Gli studenti fanno notare, inoltre, che la misura rischia di essere controproducente anche dal punto di vista della limitazione del contagio.

“Il turno 10-15 dà minori possibilità agli alunni di essere accompagnati dai genitori con mezzi propri, se questi lavorano- continua Artemisia– pertanto ci troveremmo nella posizione assurda di dover utilizzare i mezzi pubblici anche più di prima e il numero di bus aggiuntivi messi a disposizione non è abbastanza elevato per far fronte alla quantità di studenti che necessitano di usufruirne”.

I ragazzi chiedono quindi di rivedere queste misure, tenendo conto della specificità del territorio.

“Capiamo che i turni distanziati di due ore siano stati definiti per le problematiche di una città come Roma dove il pendolarismo studentesco si interseca con quello dei lavoratori- scrive Artemisia- ma non comprendiamo perché tutto il resto della Regione debba subire una direttiva che male si adatta al resto del territorio. Un possibile modo per risolvere questa problematica è che il prefetto promuova, come indicato dalle direttive dell’USR, un accordo tra i due istituti principali di Cassino, in deroga al piano regionale, per permettere un ingresso sfalsato di mezz’ora o al massimo di un’ora tra i due maggiori istituti della città. Siamo noi che rientriamo a scuola, è giusto che la nostra voce conti”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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