Scuola, Azzolina: "Si può ripartire come in Toscana"

Scuola, Azzolina: “Si può ripartire come in Toscana”

La ministra: "Se studenti comunque escono di casa tanto vale che vadano in un ambiente controllato"
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FIRENZE – “Si può fare. Nel momento in cui vengono stanziati i soldi, nel momento in cui c’è la buona volontà da parte di tutte le istituzioni, perché la scuola ha una governance molto complessa, si fa squadra per un unico obiettivo che è quello dell’istruzione dei nostri studenti, il risultato si ottiene”. Lo afferma la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Strozzi Sacrati in merito al ritorno della didattica in presenza alle superiori in Toscana.

Azzolina elogia il presidente della Regione, Eugenio Giani, per il proprio impegno su questo fronte: “Ringrazio il presidente Giani che ha messo la scuola al centro delle proprie scelte politiche rendendo onore alla Regione Toscana e a tutti gli studenti e alle studentesse che penso gliene possano essere grati”. È ovvio, aggiunge, “bisogna essere sempre molto prudenti, perché viviamo all’interno di una pandemia, bisogna avere un grandissimo senso della responsabilità, però se le regole si rispettano se ci si organizza come è stato fatto per evitare gli assembramenti, per avere corse in più coi mezzi di trasporto, sensibilizzando i nostri studenti e le nostre studentesse al rispetto delle regole il diritto all’istruzione può essere contemperato, bilanciandolo col diritto alla salute”.

Un risultato che ad avviso della ministra deve servire anche a un altro scopo, ovvero a far sì che nessuno dimentichi “che il diritto all’istruzione è costituzionalmente sancito e deve essere tutelato all’interno di un Paese che vuole essere civile e pensare al futuro delle nostre generazioni”. La scuola, evidenzia ancora, “non è solo apprendimento, questo è fondamentale lo sappiamo tutti ma è anche vita, è quello che permette di scandire le giornate dei nostri studenti, di dare loro quella routine che gli permette di costruire se stessi, la loro personalità, di stare coi loro amici. Se gli studenti comunque escono di casa tanto vale che vadano in ambiente controllati. La scuola è un ambiente controllato, perché tutta la comunità ha lavorato perché lo sia”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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