A Istanbul gli universitari scendono in piazza contro il rettore pro-Erdogan

In città e ad Ankara sono oltre 170 gli studenti fermati nei cortei pacifici
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ROMA – Momenti di tensione a Istanbul e Ankara tra lunedì e martedì dove circa 170 studenti dell’Università del Bosforo (Bogazici) sono stati fermati dalle forze dell’ordine per aver manifestato contro il rettore Melih Bulu.

Il professore Bulu è membro del Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) e invece di essere eletto per il suo incarico dal Senato accademico come prevede il regolamento, è stato nominato direttamente dal presidente Erdogan. Una vera e propria minaccia questa, per studenti e professori, decisi a manifestare per evitare che quest’ultimo ‘prenda il controllo’ delle università.

Le proteste iniziate un mese fa a Istanbul

“Non ho alcuna intenzione di dimettermi” ha dichiarato il nuovo rettore, nominato con decreto presidenziale lo scorso 1 gennaio. E’ da un mese infatti, che studenti e professori manifestano pacificamente e in allegria contro Bulu, dandosi appuntamento all’interno dell’Università per intonare brani dei Metallica e dare le spalle all’ufficio del rettore. Lunedì sera però, ad aspettarli c’era la polizia in assetto anti terrorismo che alle 21 in punto, ora del coprifuoco per via della pandemia, si è scagliata contro i ragazzi per sgomberare la piazza. Alcuni di loro sono stati malmenati e in circa 170 sono stati fermati dalle forze dell’ordine.

L’Università del Bosforo, ateneo tra i più prestigiosi del Paese, è nota per il suo spirito liberale e progressista e non è nuova a manifestazioni di questo tipo. Gli studenti, nonostante le ultime repressioni hanno annunciato nuove manifestazioni per le prossime ore. A sostenere le loro ragioni anche i cittadini del quartiere, che in questo mese di proteste intorno alle 21 si sono fatti sentire battendo pentole, usando fischietti e accendendo luci a intermittenza nelle case e nei palazzi.

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Autore: Sausan Khalil
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