Samuel Heron cambia nome e dice addio al rap: "Mi limitava, ora faccio il cantastorie"

Samuel Heron Costa cambia nome e dice addio al rap: “Mi limitava, ora faccio il cantastorie”

L'artista ligure torna venerdì 12 febbraio con l'EP "Canzoni popolari"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Tatuaggi in viso, rime taglienti e un bagaglio legato al mondo dell’hip che lo ha guidato nei primi anni della sua carriera e che adesso mette da parte. 

Samuel Heron Costa, un tempo solo Samuel Heron, torna su tutte le piattaforme il 12 febbraio con ‘Canzoni popolari’, un ep con cui rivoluziona tutto quello che conoscevamo di lui. Sei le tracce che scrivono la parola ‘fine’ al capitolo di rapper e che gli fanno abbracciare in via definitiva quello di ‘cantastorie’.

Così si definisce ora Samuel, che con questo disco si butta a capofitto nel mondo del cantautorato, riscopre le sue origini liguri- è nato a La Spezia nel 1991- e si lascia influenzare da esse realizzando persino un singolo in dialetto, ‘Me ne sbatto r’ belin’. Un cambiamento necessario, che l’artista, presentando il lavoro su Zoom ai giornalisti, definisce un’evoluzione:

“Queste canzoni mi sono brutalmente servite per esprimermi e per rimarcare una linea di passaggio tra il rapper giovincello che saltava nei club a una persona sicuramente che ha da comunicare qualcosa di più maturo.

Andare oltre il rap…

Samuel, insomma, si apre a un futuro diverso dopo aver fatto i conti con se stesso e la sua produzione del passato:

“Ho iniziato ad ascoltare musica molto presto ma sono partito con un genere oltreoceano, con l’hip hop e il rap. Solo dopo ho approfondito la mia cultura legata ai cantautori. Sicuramente mi hanno capire cosa raccontare, hanno aiutato il mio sguardo ad amplificarsi di più su alcuni dettagli che prima non osservavo. Il rap– ha sottolineato Costa- non riesce a raccontare, ha un vocabolario e un gergo limitativo per una persona come me che magari si vuole esprimere con altre parole”.

Questa presa di coscienza è stata come un viaggio e una delle tappe fondamentali è stata la sparizione dai social:

“È già da un po’ che metto in atto questa ‘autodistruzione’ ma questo mi ha permesso di avere molta più calma e non avere la pressione indiretta di quello che uno vede attraverso i social– ha spiegato- mi ha permesso di concentrarmi di più sulla musica e di avere qualcosa da raccontare, nel senso che io devo vivere per scrivere i pezzi. Se io già racconto quotidianamente ciò che faccio, le mie esperienze, poi la musica che senso ha? Ho iniziato con una disintossicazione artistica perché la mia musica non deve essere legata a un social network, deve essere la piattaforma che mi permette di pubblicizzarle la mia musica e non la mia personalità. Questo è un po’ il viaggio”.

Addio Samuel Heron!

Inevitabile il cambio del nome, che adesso vede l’aggiunta del vero cognome di Samuel a quello d’arte con cui lo abbiamo conosciuto:

“Samuel Heron è un nome importante, ha significato tanto per me ma è sempre stato legato al Samuel personaggio social. La percezione che c’era su quel nome mi pesava. Ora questo ‘brand’ è legato a degli aspetti che non riconosco più o meglio che le persone non riconoscerebbero più. Poi diventerà Samuel Costa a tutti gli effetti” a sottolineare quanto “la mia musica stia arrivando a prendere le mie origini, la verità più pura, la semplicità”. 

Il disco è stato anticipato da ‘Nella pancia della balena’, una up tempo dal sapore pop che aggiunge  il groove di Stash Fiordispino e i The Kolors, che collaborano nel brano.

Esce venerdì, in concomitanza con il disco, ‘Bugie’, il nuovo singolo estratto. Un pezzo difficile da scrivere su stessa ammissione di Heron, che nel testo racconta di un’ansia patologica e costante:

 “Non è stato facile scriverlo, ho provato quattro chiavi per descrivere quella sensazione che stava limitando la creazione stessa del brano, ovvero l’ansia, che ormai mi accompagna da tempo immemore. La voglia di dedicarle un pezzo deriva dal fatto che come tutte le cose che si odiano si amano un po’ e alla fine ti lasciano qualcosa.

Amore e odio per La Spezia

Amore e odio che Samuel ha sempre avuto con la sua città natale, La Spezia:

La provincia è stata la mia spinta, la voglia di uscire, di scoprire – i sono trasferito a Milano per tanti anni- e poi di ritornare con un altro sguardo. Ora la vedo in un’altra maniera. Spezia è stata fondamentale, anche in maniera negativa, ma sono riuscito a trasformare questa negatività e la voglia di cambiare e auto-rivoluzionarsi, forse, è partita da qui”.

Ora Samuel può finalmente dire: “Beato me che son nato qua!”.

‘Canzoni popolari’ è disponibile in presave e preorder.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Giusy Mercadante
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it