Roma, dirigente liceo Mamiani: "Occupazione mette a rischio la salute degli studenti"

Roma, dirigente liceo Mamiani: “Occupazione mette a rischio la salute degli studenti”

"Siamo con i nostri ragazzi, ma no a violenze"
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ROMA – “Non siamo contro i ragazzi, noi li abbiamo sempre aiutati e sostenuti. Ma una cosa è manifestare le proprie idee, un’altra usare la violenza e mettere a rischio la salute di tutti”.

Tiziana Sallusti, dirigente dello storico liceo ‘Mamiani’ di Roma, parla dal commissariato dov’è andata per denunciare l’occupazione del suo istituto, avvenuta ieri nel tardo pomeriggio.

“Siamo preoccupati soprattutto per l’aspetto sanitario. A scuola c’è un controllo e le misure vengono rispettate, ma ora non sappiamo cosa stia succedendo dentro- commenta alla Dire– di sicuro, una volta finita l’occupazione, attiveremo la didattica a distanza, perché non possiamo sapere chi possa aver partecipato. E questo vuol dire altri 15 giorni di Dad, lo strumento contro il quale i ragazzi protestavano”.

L’occupazione è avvenuta ieri, nel tardo pomeriggio, quando alcuni studenti avrebbero rotto una porta per entrare nell’istituto. Secondo la ricostruzione della dirigente, un docente se ne sarebbe accorto e, dopo essere stato spintonato, sarebbe stato anche colpito con un banco, mentre gli occupanti stavano realizzando una barricata.

“Queste cose al Mamiani non sono mai successe, stiamo superando il limite. I ragazzi devono far sentire la loro voce- aggiunge Tiziana Sallusti- ma non in modo violento. Sono d’accordo sul fatto che ci sono mille ragioni per protestare, ma siamo tutti siamo chiamati alla responsabilità”.

Oggi sarebbero poco meno di cento gli studenti all’interno della scuola. Questa mattina sul sito dell’Istituto è apparso un messaggio in cui dirigente e docenti chiedono agli studenti di non accettare la presenza di eventuali ospiti all’interno della scuola, per limitare il rischio di contagio.

“La loro partecipazione sarà senz’altro gradita quando saremo tornati in una situazione di libertà e democrazia- si legge sul sito della scuola- D’altronde il liceo organizza regolarmente conferenze e incontri, anche su proposta degli studenti, al fine di promuovere la formazione della loro coscienza civica”.

Intanto alla preoccupazione per il rischio sanitario si accompagna anche una riflessione sui danni economici.

“Dovremmo spendere soli per disinfestazioni e sanificazioni. Ci saranno danni. Alcuni dei banchi appena acquistati sono stati già rotti- racconta la preside- Ma il danno più grave sarebbe la diffusione del contagio tra gli studenti e poi le loro famiglie. I ragazzi stanno presentando i risultati dei tamponi effettuati ma sappiamo che hanno poca rilevanza, perché solo sono la fotografia di una situazione momentanea. Anche perché qualche giorno fa una studentessa è risultata positiva e non sappiamo se qualcuno possa essersi contagiato”.

Intanto la didattica, sia in presenza che a distanza, si è interrotta per tutti e 1100 studenti della scuola.

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Autore: Chiara Adinolfi
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