Mio figlio è diventato un estraneo, è chiuso, intrattabile, sempre nervoso…

Buongiorno esperti, mi rivolgo a voi perché so che avete molta esperienza con i ragazzi. Sono la mamma di un adolescente di 16 anni. Ultimamente mio figlio è diventato un estraneo. Non riesco a ricordare quando e perché è avvenuto questo cambiamento, ma sicuramente dalla quarantena in poi sembra un’altra persona: è chiuso, intrattabile, sempre nervoso, passa ore se non giornate intere in camera sua a fare non so cosa, di certo non per studiare. Parlando con altri genitori, leggendo e informandomi, ma anche pensando a me quando ero adolescente, ho chiaro che questo è un momento di crisi per tutti i ragazzi, ma lui mi sembra stia esagerando. Almeno un paio di volte ho avuto paura delle sue reazioni, quando gli chiedo di smettere di giocare alla play e di studiare… una volta con un cazzotto ha rotto la porta del bagno, non so nemmeno immaginare con quella forza cosa avrebbe potuto causare su una persona. Sono molto preoccupata e purtroppo il padre non è di aiuto. Siamo separati e lui vive per lavoro in un’altra regione, a stento si parlano ma lui è proprio preso da altro e totalmente disinteressato al figlio, purtroppo da sempre. Mi sento molto sola ad affrontare le difficoltà di mio figlio, non so come aiutarlo e come evitare che commetta qualche errore. Credo che abbia iniziato a fumare le canne ma ho paura che possa fare anche altro, altrimenti non mi spiego questa sua aggressività e mancanza di controllo da dove provenga. Io gli ho dato tutto l’amore e del mondo…non sono io ad averlo abbandonato!!!

Mamma


Cara Mamma,
grazie per la fiducia accordataci condividendo le sue preoccupazioni. 
Indubbiamente l’adolescenza, come lei stessa ricorda è un periodo fatto anche di turbolenze, di emozioni e reazioni forti caratterizzate dal desiderio di acquisire autonomia, pur mantenendo un bisogno di sicurezze e radicamento.  
Il periodo storico che stiamo attraversando legato alla pandemia ha certamente amplificato alcuni malesseri già in atto e portato molti ragazzi alla chiusura, ad una sofferenza a volte incomunicabile e agita attraverso comportamenti disfunzionali e con la sfiducia verso il mondo esterno ed il futuro. Sembra difficile mantenere una progettualità emergendo a volte un importante disillusione e senso di impotenza.
Rispetto alla vostra situazione familiare, la lontananza del padre potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di irrequietezza. Le separazioni non sono mai facili, questa distanza ulteriore dettata dalle restrizioni sicuramente rende la situazione più complessa.
L’eventuale uso di sostanze potrebbe esser collegato a questo malessere, molti ragazzi ci raccontano di come l’uso di droghe leggere aiuti a placare l’ansia, a gestire meglio le emozioni. 
Non sempre è facile affrontare questi argomenti perchè la preoccupazione spesso diventa un giudizio e i figli continua a sentirsi meno capiti. Provi a parlare apertamente a suo figlio, raccontando delle sue preoccupazione e della sua disponibilità ad aiutarlo. 
Nelle scuole si sono attivati molti progetti di sportello di ascolto psicologico magari può rivolgersi allo psicologo della scuola o decidere di
intraprendere un percorso psicologico esterno che possa aiutarlo a trovare strategie più efficaci e a sostenerlo in questo momenti di disagio. Potrebbe usufruire anche lei di uno supporto psicologico che la aiuti a capire come approcciare suo figlio.
Un caro saluto!

24 Febbraio 2021