Roma, collettivo liceo Mamiani: “Occupazione nel rispetto delle norme anti-Covid”

"I motivi dell'occupazione non dipendono da un'avversione nei confronti né del corpo docente né della dirigente scolastica"

24 Febbraio 2021

ROMA – L’occupazione del liceo ‘Mamiani’ di Roma è terminata il 13 febbraio, quando gli studenti hanno riaperto i cancelli dell’istituto. Ma le polemiche sulla protesta degli alunni, non si ferma. Oggi il collettivo autorganizzato del Mamiani ha scritto un lungo post su Instagram in cui spiega le ragioni del gesto, ribadendo che

“i motivi dell’occupazione non dipendono da un’avversione nei confronti né del corpo docente né della dirigente scolastica ai quali riconosciamo l’impegno profuso in un periodo di massima emergenza sanitaria e scolastica”.

Gli occupanti hanno scritto di aver rispettato le norme anti-Covid, precisando che, prima dell’azione di protesta, ognuno dei partecipanti si sarebbe sottoposto a tampone antigenico.

“Non è vero che all’interno della scuola ci fosse una persona positiva, non è vero che abbiano partecipato organizzazioni esterne e non è vero che l’aggressione fascista di cui ci siamo stati vittime sia stata organizzata dagli occupanti- scrivono ancora gli studenti del collettivo- riteniamo gravissimo e surreale il fatto che sia stata anche solo formulata un’ipotesi del genere”.

Tuttavia, gli studenti ammettono 

“ci sono stati alcuni danni all’istituto di cui siamo sinceramente dispiaciuti- scrivono- a causa di imprevisti e inesperienze e a causa della necessità di difenderci dall’aggressione fascista di cui siamo stati oggetto il 12 Febbraio da parte di persone ben armate e più grandi di noi”. 

I ragazzi e le ragazze del collettivo tornano poi sulle motivazioni della protesta:

“ci siamo mobilitati per difendere il diritto allo studio- chiariscono- dopo quasi un anno di didattica a distanza ne abbiamo dovuto riconoscere l’inadeguatezza. Non sono non sono stati tenuti in considerazione i nostri bisogni primari. Chiediamo un tavolo di confronto permanente con chi ha le competenze di definire provvedimenti riguardanti la scuola come già si usa fare in altri Paesi europei. La storia ci insegna che le proteste danno luogo a processi di cambiamento e danno vita a movimenti che risulteranno incisivi nazioni politiche sociali di cambiamento noi studenti e giovani di oggi abbiamo il diritto perché il dovere di credere che un futuro migliore sia possibile”.

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2021-04-29T17:47:44+02:00