Sanremo 2021, l’emozionante monologo di Alessandra Amoroso e Matilda Gioli

La cantante e l'attrice sul palco dell'Ariston per non 'spegnere' le luci sul settore in crisi

SANREMO – “Il lavoro è diritto di tutti e non un colpo di fortuna“. Alessandra Amoroso e Matilde Gioli sono salite sul palco del Teatro Ariston per non ‘spegnere’ la luce sul settore dello spettacolo devastato dalla pandemia. Le cantante e l’attrice, con gli occhi pieni di lacrime, hanno regalato al pubblico un monologo emozionante, alla presenza di alcune rappresentanze dei lavoratori dello spettacolo, terminato con un lungo applauso da parte di molti artisti, come Marco Giallini, apparsi sullo schermo in tanti video preregistrati, come fosse un unico battito di mani.

SANREMO 2021, IL MONOLOGO DI ALESSANDRA AMOROSO E MATILDE GIOLI

Mi chiamo Alessandra e nella vita faccio la cantante. Mi chiamo Matilde e nella vita faccio l’attrice. Siamo due donne che hanno avuto la fortuna di realizzare i nostri sogni. Ci troviamo qui insieme in questa platea vuota per raccontare questo presente totalmente inaspettato. È un tempo difficile dove troppe donne e troppi uomini soffrono, troppi abbracci sono negati, troppe persone sono diventate invisibili e troppi affetti sono andati via per sempre. Ognuno di noi ogni giorni ha paura. Ha paura di non farcela, di non poter tornare alla vita di prima, di perdere tutto quello per cui si è lottato, sudato, sacrificato. Per questo noi, come voi, vogliamo provare a tornare a sognare. Noi abbiamo avuto la grande fortuna di poter realizzare i nostri sogni, ma un sogno come il nostro ha bisogno del battito di altri cuori, vive del respiro, delle braccia e delle mani di altre persone, che grazie alla loro passione e professionalità rendono questi sogni un mestiere. Il nostro lavoro ha bisogno di tante donne e di tante donne e tanti uomini che giorno per giorno ci permettono di fare quello che ami, di essere quello che sei. Dei professionisti con i quali condividiamo tutto, sono la nostra seconda famiglia. E ora che tutto è sospeso, che il mondo di è fermato e che le platee sono vuote le loro vite ancora più delle nostre sono sospese in attesa di una ripartenza che è difficile da immaginare o di un aiuto che non è mai arrivato. Questi professionisti però non possono più aspettare. Tanti di loro si sono dovuti reinventare un nuovo lavoro o c’è chi ha perso tutto. Ma non hanno mai perso quella speranza di poter ritornare ad avere la dignità del loro lavoro. Loro sono quelli che rimangono nell’ombra quando le luci si accendono sul palco. Ora che le luci di tanti palchi sono spente noi stasera abbiamo il privilegio di stare su un palco acceso. Loro sono quelli che consideriamo professionisti fortunati perché grazie a Sanremo stasera sono qua e lavorano. Ma il lavoro deve essere un diritto di tutti e non un colpo di fortuna. La loro presenza qua stasera vuole essere un simbolo per tutti quei lavoratori che sono a casa e che invece dovrebbero essere al loro posto, dietro le quinte di un palco acceso. Questo applauso è per voi, l’applauso di tutti quegli artisti che come noi ricevono la vostra luce, la luce del vostro lavoro. Grazie”.

2021-03-06T01:39:20+01:00