Scuola, presidi Lazio: “Speriamo di non chiudere, ma varianti preoccupano”

Dirigente liceo Mamiani: "Paura c'è, ma ci affidiamo a chi governa"

11 Marzo 2021

ROMA – Con il numero di contagi in salita e il rischio concreto che la Regione Lazio possa diventare zona arancione, si fa strada anche l’ipotesi di una chiusura delle scuole. Diversi sono già gli istituti per cui è stata disposta la Didattica a distanza, ma nonostante il rischio varianti, i dirigenti sperano che le scuole rimangano aperte.

“Siamo confidenti che coloro che ci governano sappiamo garantire la salute pubblica, soprattutto dei nostri ragazzi. La speranza è che le scuole non chiudano- commenta all’agenzia Dire Tiziana Sallusti, preside del ‘Mamiani’ di Roma ma non neghiamo che il numero di positivi è elevato e la paura c’è”.

Annunziata Di Rosa dirige l’Istituto Comprensivo ‘Sinopoli-Ferrini’ di Roma, la scuola del Municio II dove sono stati rintracciati casi della cosiddetta ‘variante brasiliana’: “Abbiamo ripreso la didattica in presenza la scorsa settimana, e attualmente la situazione è sotto controllo- spiega– dopo lo screening sono stati rilevati pochissimi casi positivi, e tutti asintomatici. La situazione locale adesso per noi è sostenibile. Ma per le decisioni prese a livello regionale, bisogna fare un’analisi di insieme. Noi ci affidiamo alla visione lucida di chi farà le scelte”.

L’istituto alberghiero ‘Amerigo Vespucci’ di Roma, invece, dovrebbe riaprire il prossimo lunedì. Questa settimana la scuola ha svolto la didattica a distanza per permettere ai docenti di svolgere le vaccinazioni. “Tra le quarantene e gli effetti del vaccino, abbiamo pensato di attivare la Dad per dare serenità a tutti- racconta la dirigente Maria Teresa Corea lunedì dovremmo riaprire, ma tra i docenti c’è un certo timore, anche se non lo dicono esplicitamente. Le misure di sicurezza all’interno delle classi funzionano, ma l’età media del personale è alta e la paura c’è. Non posso dire che la situazione sia serena, ma allo stesso tempo una chiusura adesso non aiuterebbe i ragazzi”. 

Per gli studenti e le studentesse, infatti, gli effetti della didattica a distanza iniziano a farsi sentire non solo dal punto di vista formativo. Francesco Celentano dirige l’istituto ‘Via Copernico’ di Pomezia, dove una

“buona parte del bacino di utenza non si assesta su redditi medio alti. Per loro, essere in presenza garantisce un supporto più efficace rispetto a una forbice sociale che si sta allargando”, commenta. L’istituto ha attivato un tavolo tecnico, è in continuo contatto con le istituzioni e la Asl Roma 6 e attualmente sta svolgendo le prove Invalsi. “Abbiamo assicurato le lezioni in presenza anche durante lo svolgimento delle prove del concorso straordinario, che abbiamo ospitato nella nostra scuola- spiega Celentano– ora abbiamo due classi in quarantena, ma una chiusura adesso non sarebbe auspicabile. Il Covid ha peggiorato una situazione sociale e lavorativa già in crisi. E per gli studenti più fragili, in alcune situazioni, la possibilità di perdersi è dietro l’angolo”.

2021-04-29T17:46:25+02:00