Zona rossa e Dad, presidi di Milano: “Speriamo in rientro dopo Pasqua”

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MILANO – “Noi eravamo in Dad al 100% già da una settimana quindi non ho fatto altro che disporne la prosecuzione. Speriamo di poter rientrare in presenza dopo le vacanze pasquali, è quello che ci auguriamo tutti, docenti e studenti. Tuttavia la situazione pandemica è tale che le decisioni prese, anche se spiacevoli, sono del tutto condivisibili. Considerato il crescere complessivo dei contagi, credo che i sacrifici richiesti non ci siano stati chiesti a caso”. Così all’agenzia Dire Alessandro Bocci, preside dell’istituto superiore ‘Pareto’ di Milano.

Fino all’ordinanza regionale che lo scorso 5 marzo ha imposto il ritorno in Dad, qui stava funzionando senza problemi il piano del prefetto che aveva introdotto un nuovo sistema di orari di entrata e uscita, tant’è che “da noi l’aumento dei casi è stato molto contenuto”. Ingressi sfalsati, didattica mista al 50%, aumento delle corse del Tpl e navette dell’Atm che portavano studenti fino al cancello di via Modignani 55: questi gli ingredienti di una formula che stava rendendo un po’ più normale “un anno molto tribolato”. Ora, invece, della didattica in presenza restano, di nuovo, le attività per alunni disabili e con bisogni educativi speciali “che riusciamo a garantire grazie all’impegno delle insegnanti di sostegno, perché sono i ragazzi che rischiano di essere più penalizzati”, oltreché “i laboratori almeno una volta settimana per l’istituto tecnico economico, il tecnico agrario e il professionale agrario“. Per il resto “ci auguriamo tutti di rientrare per metà aprile” ribadisce Bocci alla Dire.

Medesimo scenario evocato anche dal preside del ‘Volta’, liceo scientifico milanese alle spalle di corso Buenos Aires, una delle principali vie cittadine del commercio al dettaglio. Domenico Squillace ha paventato le sue due ipotesi di rientro a Radio Popolare: “La migliore a metà aprile, la peggiore a maggio. I nostri studenti sono sconfortati e smarriti per questo tira e molla. Francamente non si capisce perché, prima della zona rossa, mentre le scuole stavano chiuse corso Buenos Aires era pieno così– ha rimarcato per poi aggiungere che- sui vaccini non si tratta di fare a gara tra chi ha più o meno diritto ma di ragionare in maniera laica”. La campagna vaccinale, infatti, esclude ancora gli studenti, siano essi minorenni o maggiorenni.

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Autore: Martina Mazzeo
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