Educazione civica, il punto sullo stato di attuazione della legge

Esperienze significative, criticità e obiettivi a Didacta
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ROMA – “L’educazione civica non è ascrivibile ad una singola disciplina, non va poi intesa neanche come un insieme di insegnamenti. Piuttosto si tratta di un raccordo tra discipline e di esperienze di cittadinanza attiva”. Paolo Sciascia, dirigente presso il ministero dell’Istruzione interviene all’evento – organizzato nell’ambito di Didacta -‘Educazione Civica – Il punto sullo stato di attuazione della legge n. 92 del 20 agosto 2019’ analizzando le iniziative fino ad ora intraprese dal ministero per l’attuazione della legge con la quale è stato introdotto l’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

L’accento viene posto soprattutto sulle linee guida allegate al decreto 35 del 22 giugno con l’intenzione di ribadire quale sia l’obiettivo generale auspicato e quindi la formazione di cittadini responsabili e attivi nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Sciascia ricorda anche l’importanza della collaborazione con soggetti istituzionali ed enti di Terzo Settore. Una collaborazione che le scuole possono intraprendere attraverso i cosiddetti ‘accordi di rete’.

Flaminia Giorda, Coordinatrice nazionale del Servizio ispettivo e della Struttura tecnica Esami di Stato, ricorda che “per le scuole, la costruzione del curricolo dell’educazione civica, è una grande sfida. Particolarmente nel secondo ciclo, la scuola è chiamata a superare gli steccati disciplinari che a volte rendono più difficile la trasversalità degli incontri. La prima sfida sta quindi proprio nel coinvolgere i colleghi in questo processo di trasversalità. Serve una formazione del corpo docente che non sia solo formativa ma motivazionale. Questo perché tutti i docenti sono corresponsabili del successo dell’attuazione della legge concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale”.

Interviene anche Marina di Foggia, prima collaboratrice di dirigenza dell’istituto di istruzione superiore ‘Luigi Einaudi’ di Roma, ricordando che “ogni disciplina è parte integrante della vita civica e sociale degli studenti”. Di Foggia racconta poi l’esperienza dell”Einaudi’ nel percorso di applicazione della legge: “la struttura che l’istituto ha adottato è stata bifasica. Un doppio livello di azione, sul piano interno tra colleghi di istituto, e sul piano esterno in collaborazione con gli altri istituti”.

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Autore: Alberta Testa
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