Madame: “Non mi lavavo e mi bullizzavano. Oggi esce il mio primo disco”

La rapper si è raccontata in occasione della release del suo album omonimo
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ROMA – È il sogno di ogni ragazzo che fa musica e oggi si realizza per Madame. È su tutte le piattaforme per Sugar Music il primo disco omonimo della rapper, che ha colpito al Festival di Sanremo con la sua “Voce”. Sedici le tracce e nove le collaborazioni, che comprendono i nomi di Ernia, Pinguini Tattici Nucleari, Gaia Gozzi, Fabri Fibra, Villa Banks e Rkomi

A soli 19 anni, Madame – al secolo Francesca Calearo – si prende la scena attuale e regala un album che la rappresenta pienamente e in cui abbatte ogni filtro.

Il bullismo a scuola

Si sente forte e chiara la voce di Madame, che a 7 del Corriere della Sera ha anche raccontato il percorso che l’ha portata a questo giorno. Una strada che non l’ha risparmiata dal bullismo:

A scuola mi prendevano in giro. Per i denti e per il fatto che non mi lavavo. A quattordici anni hai altro a cui pensare. Lavarsi è arrivato in seguito, prima ci sono state tante altre cose bellissime che mi hanno fatto crescere. Il peggiore episodio di bullismo? Una volta sono svenuta, e loro, i miei compagni, mi hanno calpestata. Mi calpestavano per capire se fingessi”. 

L’amore per gli uomini e le donne

Parla anche di amore Madame, che nel corso dell’intervista rivela la sua prima cotta:

L’allenatore di pallavolo. Io 14 anni, lui 30. M’innamoro, comincio a lavarmi, una volta ogni due giorni invece che una al mese. Mi trucco per andare a pallavolo. Gli scrissi: ‘A diciotto anni potrò darti un bacio?’. Poi, arrivata ai 18, stavo già da un’altra parte, ero innamorata della professoressa di matematica”.

La fluidità nelle relazioni

Fluidità e libertà sono le parole d’ordine per Madame, che sull’argomento spiega senza nascondersi:

“Sono sicura che ci siano tantissime Madame non ancora esplose in Italia, tante Madame a cui manca il coraggio. C’è il pregiudizio che se sei femmina devi per forza fare pop romantico. Sarà che io sono tutto. Certe mattine mi sveglio più maschio, altre più femmina. Riesco a pensare come un maschio, per esempio ‘Clito’, l’ho scritta da maschio”.

Madame oggi si prende le sue soddisfazioni con la musica, scoperta dopo l’innamoramento della prof:

“Presi a scrivere testi miei proprio per far vedere a lei che valevo qualcosa, che sarei arrivata in radio”.

In radio Madame ci è arrivata e non ha intenzione di andarsene!

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Autore: Giusy Mercadante
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