Ghemon: “Non accontento le aspettative, non faccio come nei film Marvel”

Il cantautore ci racconta il suo nuovo album "E vissero feriti e contenti"
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ROMA – Sette album come le vite dei gatti, come quello che ha sulla spalla in copertina nel suo lavoro uscito oggi. È su tutte le piattaforme e nei negozi per Carosello Records ‘E vissero feriti e contenti’, nuova fatica di Ghemon, che arriva dopo solo 12 mesi da ‘Scritto nelle stelle’ pubblicato in pieno lockdown lo scorso anno.

È stata proprio la quarantena ad aver spinto il cantautore a rinchiudersi in studio, a giocare con i suoni e con le parole. Da quelle sessioni, a volte virtuali, arriva ‘E vissero feriti e contenti’, un album che -come racconta Ghemon a Diregiovani- è un po’ la metafora di “chi prende botte da tutti i lati ma rimane con il sorriso”.

L’INTERVISTA ↓

Quindici le tracce, anticipate da ‘Momento perfetto’, il singolo che l’artista di Avellino, al secolo Giovanni Luca Picariello, ha portato in gara alla 71esima edizione del Festival di Sanremo. Una fotografia perfetta di quello che Ghemon sta vivendo: una piccola rivoluzione in cui si ritrova completamente se stesso.

“Penso che questa canzone- spiega Ghemon- rappresenti un sacco di persone che vanno avanti in silenzio e che sanno quello che valgono e non hanno paura di alzare la voce”.

La libertà di essere Ghemon

“Non mi sento secondo a nessuno”, canta Ghemon e con questo disco si prende la libertà di spaziare tra i generi, passando senza troppa fatica dal rap al soul, dal cantautorato al funky in una carrellata di pezzi che mostrano tutte le sue anime musicali.

Il risultato è un disco che fa alzare il volume e non si omologa a quello che passa in radio o va di moda.

“La sento come una responsabilità-dice Ghemon- quella di fare cose che mi piacciano quando le ascolto, sono il primo a testare la musica che fa prima che l’ascoltino gli altri. Deve, quindi, superare prima di tutto il mio ascolto. A volte qualcuno mi dice: ‘Questa cosa funziona, piacerà a tutti’. Se io penso che non sia abbastanza giusta la escludo. Non faccio il fan service come si chiama nei fumetti o nei film Marvel, non faccio le cose per accontentare e credo che questa cosa porti bene”.

Il girl power salverà la musica per Ghemon

Un’attitude che Ghemon ritrova in molte colleghe emergenti:

“Mi piacciono delle ragazze che stanno iniziando a fare delle cose nell’ambito in cui io giro, che non è solo quello del rap ma che è anche l’rnb più contemporaneo. C’è una ragazza di Napoli che sta a Londra che si chiama Svm che mi piace tanto, Marie avrà fatto uscire due  o tre pezzi ma mi piace molto, Voodoo Kid. Secondo me le ragazze in questo genere daranno un sacco nei prossimi anni, anche più dei maschietti”. 

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Autore: Giusy Mercadante
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