Droghe e giovani: parla l’esperto

Il direttore del dipartimento di Salute Mentale Asp di Siracusa parla di vecchie e nuove droghe e come prevenire le dipendenze tra i ragazzi  

“Il consumo delle droghe in Sicilia non diverge dal resto dell’Italia e dell’Europa, si tratta di un fenomeno massificato e massificante. Chi acquista droghe si adegua alle sostanze disponibili sul mercato illegale”.

A raccontarlo ai microfoni della Diregiovani è Roberto Cafiso, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Siracusa.

“Se tra gli anni Settanta e Ottanta- aggiunge Cafiso- venivano privilegiate le cosiddette droghe “down”, a base di oppio, nell’ultimo decennio c’è stato un progressivo orientamento verso le droghe “up”, a base di eccitanti, con il consumo di cannabis, cocaina ed anfetamine. A farne uso, tutte le fasce sociali della popolazione, con un esordio che va dai 13 anni, in genere con la cannabis, fino ai 65 anni di età”.

Lo psicologo siciliano sottolinea come ad essere molto gettonate tra i giovani sono le droghe sintetiche, acquistate a scuola, nelle discoteche, nei luoghi di ritrovo e spesso tramite internet. Sono prodotti nuovi di cui non sempre si conoscono la composizione chimica e l’azione a breve ed a lungo termine con le conseguenti difficoltà diagnostiche e terapeutiche:

“Sono un rompicapo per i medici, ci sono casi in cui non si sa che cosa somministrare ad un soggetto in condizione dissociativa o con una crisi psicomotoria in atto”. “C’è un ritorno dell’eroina- afferma il dottor Cafiso– ma viene utilizzata per calmierare l’effetto delle droghe eccitanti. La cannabis è diventata una sostanza madre, utilizzata da sola o in associazione con altre sostanze. La dipendenza dalla cannabis è sottile, non si avverte, ma nessuno riesce a smettere in modo definitivo, se non per pochissimo tempo”.

Le famiglie sono chiamate in causa nel prestare maggiore attenzione alla vita dei figli, nel percepirne i cambiamenti, nel conoscerne le frequentazioni e nell’apertura al dialogo, rivolti a prevenire comportamenti a rischio.

“È importante per i genitori interloquire con i propri figli- conclude lo psicoterapeuta- anche in situazioni conflittuali, meglio fare scoppiare una lite in casa che vivere in una quiescenza dal punto di vista educativo per non ritrovarsi con una problematica amplificata qualche anno dopo. Un genitore con un figlio tossicodipendente deve rivolgersi ai Sert, da solo non è in grado di affrontare un problema così complesso. Deve chiedere aiuto”.

2021-03-19T12:17:47+01:00