Fabiola, diplomatica a 23 anni

Le scuole internazionali, l'università e quel concorso che le apre una finestra sul mondo: Fabiola Albanese è la più giovane diplomatica italiana
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Roma – Alla voce attualità fa notizia Fabiola Albanese, brillante dottoressa in Relazioni Internazionali che a soli 23 anni si è aggiudicata ‘il titolo’ di più giovane diplomatica italiana. Fabiola ha infatti vinto il concorso per Segretario di Legazione in prova del 2020. Si è piazzata al decimo posto (su 32) tra mille candidati, superando prove di storia delle relazioni internazionali, di diritto internazionale pubblico e dell’Unione europea, di lingua inglese (senza l’uso di alcun dizionario, su tematiche di attualità internazionale), di politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale e di un’altra lingua straniera a scelta tra francese, spagnolo e tedesco. Praticamente un’impresa epica per gli agnostici in materia e non solo. Il concorso infatti è complesso anche per gli aspiranti ‘diplomatici’ che possono ‘ritentare’ fino a tre volte e non devono superare i 35 anni di età.

IL SOGNO DI DIVENTARE AMBASCIATRICE

Avere le idee chiare sin da ragazzina ha portato Fabiola Albanese a muovere i passi giusti nel suo percorso di studi. L’adolescenza all’estero e le scuole internazionali in Siria e in Grecia (dove si trovava per il lavoro del papà) le hanno aperto una finestra sul mondo diplomatico. Il diploma a 17 anni e i rapporti con le ambasciate in terra straniera hanno fatto sì che già giovanissima Fabiola si interessasse alle relazioni internazionali.
«Ho sempre desiderato intraprendere una professione che mi permettesse di viaggiare e di entrare in contatto con una moltitudine di cultureHa dichiarato Fabiola in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo –  Ma fondamentali sono state le esperienze all’estero, a partire dal 2011, che la mia famiglia mi ha fornito. Grazie a queste ultime ho infatti scoperto il mondo della diplomazia, un settore attraverso il quale avrei potuto conciliare il desiderio di viaggiare con l’ambizione di contribuire a promuovere gli interessi dell’Italia nel mondo. Da qui, il mio sogno di intraprendere la carriera diplomatica». 

Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

MA QUAL È LA FIGURA DEL DIPLOMATICO OGGI?

Un diplomatico si occupa delle relazioni internazionali del proprio Paese, fornisce servizi a italiani e stranieri in patria e all’estero, promuove lo sviluppo di relazioni amichevoli e talvolta prospetta anche possibili linee di azione.
Come si legge sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale:
«Le parole d’ordine per la figura del diplomatico oggi sono interdisciplinarità, rapidità, professionalità, preparazione e comunicazione».

Il diplomatico di oggi deve insomma saper leggere il mondo che lo circonda, in continua, rapida evoluzione, e cogliere il senso degli avvenimenti. Deve saper affrontare con uguale perizia i temi della politica e dell’economia, i fenomeni socio-culturali, le priorità strategiche, in un continuo esercizio di riflessione, di osservazione attenta e consapevole e d’interpretazione della realtà. Deve essere un eccellente negoziatore, ma anche un promotore di pace e comprensione tra i popoli. Ugualmente importante è la diplomazia “di servizio”. Gli uffici all’estero sono sempre più spesso erogatori di servizi nei confronti di un’utenza attenta ed esigente, che mette alla prova le capacità manageriali dei funzionari: tutela dei connazionali, voto all’estero, assistenza alle imprese, rilascio di visti sono solo alcune delle attività principali. L’ambasciata e il consolato costituiscono ormai centri attorno ai quali si coagula il Sistema Paese, avanguardie dell’Italia, vetrine dei prodotti delle sue imprese, dell’ingegno dei suoi cittadini e della bellezza delle sue terre.

UNA SFIDA IMPOSSIBILE? SECONDO IL MAECI SI PUÒ FARE

«Una sfida impossibile? Non con la giusta preparazione: un bagaglio culturale e di esperienze importante, l’attitudine alla soluzione dei problemi, uno stile comunicativo chiaro ed efficace, la capacità di esprimersi compiutamente in più di una lingua straniera, l’abitudine all’esercizio dell’analisi critica e, naturalmente, il buon senso. Patrimonio che si costruisce nel tempo, prima e dopo l’ingresso in carriera». (Fonte Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale)

REQUISITI E GRADI PER INTRAPRENDERE LA CARRIERA DIPLOMATICA

I gradi della carriera diplomatica sono cinque

  • Segretario di Legazione  (da 1 a 10 anni di carriera). Ruolo al quale si accede ‘in prova’ esclusivamente attraverso il superamento del concorso pubblico, cui segue un periodo di 9 mesi di formazione presso l’Istituto Diplomatico della Farnesina.
  • Consigliere di Legazione (10-15 anni di carriera)
  • Consigliere di Ambasciata (15-22 anni di carriera)
  • Ministro Plenipotenziario (22-27 anni di carriera)
  • Ambasciatore

I requisiti per poter essere ammessi a partecipare al concorso:

  • Cittadinanza italiana

  • Età non superiore ai 35 anni compiuti al momento della data di scadenza del bando. Il limite di età può essere alzato di massimo 3 anni nei casi previsti dal Regolamento all’art. 3

  • Titolo accademico: lauree specialistiche/lauree magistrali o diplomi di laurea del vecchio ordinamento universitario nei tre grandi filoni delle scienze politiche/relazioni internazionali, giurisprudenza, economia e ogni altro equiparato a norma di legge, conseguito in Italia presso università o istituti di istruzione universitaria o nei Paesi Europei purché il titolo conseguito sia equiparato per legge

  • Idoneità psico-fisica tale da permettere di svolgere l’attività diplomatica sia presso l’Amministrazione centrale che in sedi estere, ed in particolare in quelle con caratteristiche di disagio

  • Godimento dei diritti politici

Per superare il concorso diplomatico potrebbe non essere sufficiente ​l​a laurea; è ​infatti​ consigliata una preparazione specifica sia sulla tipol​o​gia delle prove ​da superare che sulle materie e sull’attualità internazionale.

L​E DONNE NEL MONDO DELLA DIPLOMAZIA

Un’ultima osservazione, ​le donne italiane ai vertici della rete diplomatica si contano sulle dita di una mano. Le ambasciatrici di grado sono infatti solo quattro e la categoria femminile in tutto il corpo diplomatico non supera il 25 per cento.

Mariangela Zappia, diplomatica italiana, ambasciatrice italiana negli Stati Uniti dall’11 marzo 2021

​A tal proposito, in un’intervista rilasciata al centro studi di Geopolitica​ (geopolitica.infoFabiola Albanese ha risposto così:
«Dal mio osservatorio, il riconoscimento della competenza delle donne in ambito professionale in generale è in continua crescita. Le istituzioni nazionali e internazionali (come alcune agenzie dell’ONU e l’OSCE) stanno rafforzando il ruolo delle donne negli apparati dirigenziali e quindi nei processi decisionali. Nello specifico, nel settore della diplomazia e delle organizzazioni internazionali, potremmo menzionare a titolo di esempio l’Ambasciatrice Mariangela Zappia, prima Ambasciatrice d’Italia a Washington, e Ngozi Okonjo-Iweala, prima donna a ricoprire l’incarico di Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Pertanto, la posizione delle donne in diplomazia e nelle organizzazioni internazionali è in evoluzione, ma, a mio avviso, ci sono ancora molti margini di crescita».
Non ci resta allora che augurare il meglio a questa ‘ragazza’ in carriera, sperando che la storia di Fabiola Albanese sia di ispirazione e incoraggiamento per tanti giovani studenti.
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Autore: Fabrizia Ferrazzoli
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