Il contatto fisico: i sorprendenti benefici a partire dalle prime relazioni

Etimologicamente la parola contatto deriva dal latino cum (con) e tactum (toccare). Il tatto fa parte dei cinque sensi, esso serve per esplorare ed entrare in relazione con l’ambiente circostante e con gli altri. Nonostante non si possa annoverare tra le componenti più strettamente emotive, la connessione tra i diversi elementi sensoriali induce quei cambiamenti neuronali, ghiandolari e muscolari e mentali che vengono chiamati sentimenti.

La società utilizza sempre di più la tecnologia (smartphone, tablet, pc) per scambiare informazioni, opinioni, idee e ciò diminuisce in modo esponenziale lo scambio diretto e più strettamente personale, pertanto si perde quella dimensione soggettiva e viene data una maggiore amplificazione a quella più oggettiva.

Si è abituati a toccare dispositivi tecnologici migliaia di volte in un giorno, ma quante volte al giorno, invece, avviene un contatto fisico con un’altra persona?
Difatti, nei momenti di maggiore criticità e difficoltà, si ricerca un conforto dall’altro attraverso un abbraccio, una carezza, un bacio, uno sguardo, insomma, quel tipo di contatto che può aiutare a diminuire il senso di sopraffazione e di sofferenza provata in quel momento. Numerosi studi dimostrano come il semplice contatto fisico apporti benefici psicologici e fisiologici a qualsiasi età, che si tratti di tenersi per mano o di vivere un’intimità più profonda attraverso la sessualità.

La fisicità crea un rallentamento della frequenza cardiaca, un abbassamento della pressione sanguigna e una diminuzione degli ormoni dello stress (chiamati cortisolo). Le risposte a livello fisiologico, invece riguardano un aumento dell’ossitocina (ormone dell’amore), che contribuisce al rilassamento.
La ricerca ha dimostrato che il contatto fisico è un ottimo antistress, che può anche aiutare il sistema immunitario a combattere l’accumulo di cortisolo, che provoca una serie di disagi e danni nel lungo periodo. Avere un contatto fisico costante migliora la salute psico-fisica e favorisce il processo di guarigione dalle malattie.

Gli studi di illustri psicoanalisti dell’infanzia come Stern, Bowlby, Winnicott documentano come fin dalla nascita i bambini hanno un bisogno e un desiderio di interazione con l’ambiente sociale. Il legame che si costruisce tra la diade madre-bambino permette una sintonizzazione e una regolazione emotiva attraverso un continuo contatto e una cura corporea dell’infante, dunque, una buona relazione nei primi anni di vita aiuta a stabilire delle relazioni future sicure. È dimostrato che il contatto fisico e le coccole avute durante le prime tappe di vita e oltre, sono in grado di stimolare i percorsi neuronali di dopamina, ossitocina e persino oppioidi, che aiutano il corpo a regolare l’umore, gli affetti e anche a diminuire il dolore, migliorare il sonno e lo sviluppo del cervello. Il tatto è il primo sistema sensoriale a svilupparsi nel cervello prenatale e quindi il primo senso che viene sviluppato e attraverso cui inizia la sua conoscenza ed esplorazione del mondo circostante.

La mancanza di amore e di contatto può provocare problemi corporei, disturbi alimentari o altri tipi di disturbi del comportamento, e il corpo può diventare allo stesso tempo lo scenario del disagio ed il bersaglio della rabbia e della paura. Un buon contatto migliora la fiducia tra gli esseri umani e la comunicazione, ed aumenta la fiducia in sé e nell’altro. Inoltre, è curioso l’uso di alcuni detti nella quotidianità, ad esempio vengono usate alcune espressioni per connotare delle esperienze in modo negativo o positivo come “quella persona non ha contatto con la realtà”, oppure un’esperienza emotivamente sentita viene descritta come “toccante”.

Pertanto, le relazioni sentimentali ripropongono le relazioni primarie in cui si ha il bisogno del contatto fisico poiché esso include la persona all’interno dello spazio personale dell’altro.

Lo sapevi che:

  • L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e secreto dalla neuroipofisi, una struttura anatomica della grandezza di un fagiolo, posta alla base dell’encefalo. Questo ormone possiede la capacità di regolare i comportamenti sociali, sessuali e materni. Nel maschio, per esempio, interviene nella regolazione del piacere sessuale, influenzando il volume dell’eiaculato e la mobilità degli spermatozoi, favorendo l’instaurarsi di una relazione sentimentale e lo sviluppo dell’istinto parentale. Più che con l’accoppiamento, l’ossitocina sarebbe infatti correlata soprattutto con la formazione di un legame emotivo tra uomo e donna.
  • Uno studio condotto su topi di campagna monogami ha dimostrato che questi avevano livelli di ossitocina nettamente superiori rispetto ad altre specie affini ma poligamiche.
  • Il Cortisolo, detto l’ormone dello stress, agisce come neurotrasmettitore all’interno del nostro cervello, quando ci troviamo in situazione di stress e momenti di tensione, aiutando l’organismo ad affrontare questi momenti. In particolare la parte del cervello che è interessata è l’Ipotalamo. Un modo per abbassare i suoi livelli è: ridere molto, coltivare delle passioni, avere degli hobby e fare delle attività che facciano stare bene. Almeno una volta a settimana bisogna prendersi un appuntamento con se stessi e ritagliarsi del tempo da trascorrere in compagnia delle persone con cui ci si sente bene.

Dubbi e domande:

Vanessa, 18 anni
Non ho mai avuto un contatto fisico con un ragazzo…
Anonima, 15 anni
Abbiamo 15 anni, vorremmo farlo ma per me è la prima volta…


Scena del film “Genio Ribelle” in cui lo psicologo Sean McGuire (R. Williams) parla a Will Hunting (M. Damon) dei rapporti, spiegandogli che solo dando modo alle persone di mostrarsi per quello che sono, con le loro debolezze, permette loro di entrare nella nostra vita…



 

Autore: L'èquipe degli esperti
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