Il liceo Marconi di Pesaro racconta il legame tra arte e memoria

Grazie agli artisti della Shoah raccontati da suor Maria Gloria Riva

PESARO -“Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare” questo il verso del famoso sermone del pastore Martin Niemöller con cui Suor Maria Gloria Riva – esperta di arte – ricorda la rilevanza della memoria come radice per un futuro basato sulla responsabilità e sull’educazione civica. Ospite del convegno nazionale ‘A Forza di essere Vento’, organizzato dal liceo scientifico e musicale ‘Marconi’ di Pesaro, Suor Maria Gloria Riva accompagna gli spettatori in un percorso di conoscenza che fa da ponte tra memoria ed arte.

Ripercorrendo la vita e le opere di artisti della Shoah come David Olère, Primo Levi, Samuel Bak e Dietrich Bonhoeffer, Suor Maria Gloria Riva pone l’accento sui molteplici aspetti delle testimonianze artistiche “che ci aiutano a mantenere viva la memoria delle cose che contano”. Mentre alcune opere ricordano allo spettatore della brutalità e – come direbbe Hannah Arendt – della banalità del male, della Shoah, altre descrivono “la mitezza della resistenza” e la rilevanza dei quesiti sempiterni sull’identità individuale e di gruppo.

Come afferma Suor Maria Gloria Riva, “è un miracolo ritrovare la propria identità quando il volto di Dio viene oscurato dalla brutalità dello sterminio. Ma è solo dentro il rapporto unico e indissolubile con Dio si può comprendere la relazione che intercorre tra noi e gli altri e, in definitiva, rispondere alla domanda ‘chi sono io?'”. A questo proposito Suor Maria Gloria Riva ricorda le parole di Liliana Millu, scrittrice e superstite della Shoah: “si poteva sopravvivere ad Auschwitz solo attraverso una fede, anche una fede qualunque”.

2021-04-08T18:18:20+02:00