Dopo un anno di DAD penso di essere allo stremo delle mie forze…

Ciao a tutti.
Io sono sempre stato un ragazzo che a scuola è andato bene, faccio quello che devo fare senza tante discussioni, ho avuto sempre difficoltà nelle materie scientifiche ma ogni tanto qualcosa riesco a fare. Dopo un anno di DAD penso di essere allo stremo delle mie forze, tornato ora dalle “vacanze” di pasqua mi rendo conto che non riesco a stare più sui libri, tutte queste zone rosse, stare a casa, studio continuo mi hanno stremato, non riesco più a tenere una penna in mano per 20 minuti e perdo la voglia di fare quello che devo fare. E la cosa che mi fa più rabbia di tutte è che gli stessi prof non se ne rendono conto del nostro disagio, c’è stato un avvenimento in classe che mi ha fatto perdere le speranze. Dovevano essere interrogate delle persone a italiano, non si sono presentate e la prof ha deciso di chiamarmi, io sono sempre andato bene in questa materia perché sempre piaciuta, ma quella volta per vari motivi non sono riuscito a studiare (1 settimana prima delle vacanze è accaduto), io dissi che visto che sono uno di quelli che ha fatto sempre tutto, andato sempre bene, mi potesse richiamare, lei decise di mettermi un 2, cosa che a mio avviso immeritata ma vabbe, dopo questo fatto ho perso proprio la voglia di continuare a fare quello che facevo, da fisica che avevo si è aggiunta italiano, e subito dopo matematica avendo problemi di Discalculia abbastanza forte. Io vorrei sapere se ci sono ragazzi come me che non hanno mai avuto problemi a scuola, se non come normale che sia qualche insufficienza qua e là ma facilmente rimediabile, si siano ritrovati in questa situazione, ultimamente, io, nella scuola italiana ho perso ogni speranza, non tanto per i professori che quelli bravi e quelli che non sanno fare il loro mestiere ci saranno sempre ma anche in altri ambiti, ma per il fatto che non si rende conto che questa cosa ci sta remando contro, è vero all’ inizio è stata una cosa giusta, ma dopo un anno io mi chiedo, è ancora possibile che succeda ciò? Sembra che noi ragazzi siamo rilegati a stare a casa, siamo la principale causa di contagio per alcuni, ma io mi domando, è veramente cosi? O è solo colpa di chi non è riuscito ad amministrare il NOSTRO paese, perche questo diventerà il NOSTRO visto che noi saremo le generazioni future ad occupare il posto di alcuni. Io ho solo voglia di tornare alla normalità, non vedo l’ora che questo anno finisca, ma la cosa che mi fa più paura è che il prossimo anno sarò in quinta liceo, e non so se riuscirò a rendere come ho fatto fino a poco tempo fa.

Anonimo, 17 anni


Caro Anonimo,
le tue parole hanno descritto bene una situazione sempre più frequente tra voi ragazzi. Negli spazi di confronto degli sportelli di ascolto, nelle mail che ci arrivano, nei colloqui che facciamo con voi ragazzi o negli interventi in classe, raccontate di questa fatica immane di ritrovare una concentrazione, di portare a termine un obiettivo, di essere motivati ed interessati a quello che è il mondo scuola ma anche a quello che c’è oltre. Sembra essersi spenta ogni progettualità e con essa anche quella energia propulsiva del fare.
Le restrizioni, i continui cambiamenti rendono tutto così faticoso. Non vi è possibilità di controllare e organizzare che in qualche modo bisogna nuovamente assestarsi e trovare nuovi equilibri.
Hai ragione un anno di DAD è impegnativo per molteplici fattori, per la convivenza degli spazi in famiglia, per le connessioni internet, per la possibilità di fare la lezione dal letto, di oscurare lo schermo e fare altro o viceversa per sentirsi sempre attenzionato dai professori. Se ci riflettiamo anche la nostra memoria muscolare in questo anno ha conosciuto movimenti e sforzi ristretti rispetto magari al ritmo frenetico del prima pandemia.
Vi è una pigrizia importante che spinge a essere sempre più immobili e privi di stimoli.

Ma il tuo grido di allarme è importante, come sottolinei tu stesso, voi siete il futuro di questo paese e mantenere un pensiero critico è fondamentale. Forse se i professori faticano a fermarsi sulle vostre emozioni, provate a chiederlo voi ragazzi. La scuola deve continuare ad essere uno spazio di formazione a 360° e dovete mantenere un dialogo costruttivo con gli insegnanti.
Prova a parlane anche con i tuoi compagni oppure con un professore con cui hai un rapporto più stretto per confrontarti su questo tuo sentire, sulla difficoltà di riuscire a controllare tutto, di come ritrovare un metodo e una motivazione, della stanchezza che questa situazione sta portando. 

La società sembra essere portata a trovare necessariamente un colpevole o un capro espiatorio oscurando invece le risorse e quel senso della progettualità. Forse bisognerebbe riparti proprio dalle resilienze, dalla vostra energia adolescenziale di poter conquistare il mondo. Gli errori sono un dono importante se li sappiamo trasformare; se ci fermiamo rigidamente su di essi rischiamo di essere solo pervasi dall’impotenza e dalla frustrazione.
Grazie per aver condiviso con noi il tuo pensiero, torna a scriverci per farci sapere come procede.
Un caro saluto!

12 Aprile 2021