L’istituto agrario Cecchi di Pesaro si converte al biologico | VIDEO

Coltivazioni a basso consumo idrico e serre innovative per rispettare l'ambiente
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PESARO – All’interno del Parco Naturale Monte San Bartolo, al confine tra le Marche e l’Emilia Romagna, in una villa storica risalente al 1640 si studiano le più innovative tecniche di agricoltura sostenibile. È l’istituto ‘Antonio Cecchi’ di Pesaro, ospitato nel suggestivo giardino di Villa Caprile, dove i giovani del territorio diventano professionisti della cultura agroalimentare e turistica. Un’azienda agraria di 25 ettari con oltre mille studenti.

“Svolgiamo attività che abbracciano tutta la filiera, dall’agricoltura alla trasformazione- spiega all’agenzia Dire la dirigente scolastica, Donatella Giuliani- Siamo molto attenti al paesaggio sia nell’aspetto antropico che agricolo. Abbiamo deciso di convertirci completamente al biologico”.

Dall’olivocultura fino alla produzione e la vendita di olio, dall’enologia al turismo paesaggistico. All’interno dell’istituto, gli studenti e le studentesse del territorio diventano professionisti del settore agrario, specializzandosi nei vari indirizzi offerti dalla scuola.

“Abbiamo un forte legame con il territorio- continua la dirigente- che ci consente di fornire le giuste risposte dal punto di vista culturale ma anche professionale”.

L’istituto collabora infatti con oltre 300 aziende del territorio, dando ai giovani la possibilità di svolgere anche le prime esperienze di scuola-lavoro.

“È una scuola unica nel suo genere- racconta la vicepreside Chiara Fiorucci– un istituto che ha oltre 145 anni di storia ma si rinnova continuamente. L’ultimo progetto, ad esempio, prevede la costruzione di nuova serra con i sensori più moderni. Abbiamo iniziato poi un progetto con l’Università di Perugia per l’estrazione di essenze da erbe officinali, e con l’Università di Ancora stiamo impiantando un nuovo uliveto per valutare anche nuovi tipi di coltivazione a ridotto consumo idrico con l’aiuto di sensori e droni”.

L’istituto è anche parte di un network di giardini nazionali e internazionali per la preparazione di giardinieri provetti.

“È un settore che dà la possibilità di aprirsi al turismo culturale- spiega ancora la vicepreside- ospitiamo qui le scuole che vengono per vedere l’azienda agraria e la bellezza dei giardini storici della villa. Ma anche il bosco di istituto e i bunker di guerra costruiti sotto Villa Caprile”.

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Autore: Chiara Adinolfi
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