RECENSIONE| Non mi uccidere, il film di Andrea De Sica non è il ‘parente italiano’ di ‘Twilight’

I protagonisti sono la star di 'Baby' Alice Pagani e la star di 'Skam Italia' Rocco Fasano 
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Non c’entra niente con ‘Twilight’. Questa premessa al grande lavoro che ha svolto il regista Andrea De Sica e tutto il cast artistico e tecnico gliela dobbiamo. Contrariamente a quello che si dice e/o si legge “nell’internet” Non mi uccidere non è il ‘parente italiano’ della saga cinematografica tratta dai libri di Stephenie Meyer. Il secondo lungometraggio di De Sica Jr. – dopo il successo dell’esordio al cinema con I figli della notte e della serie Netflix Baby – è un teen drama che racconta una intensa storia d’amore dalle tinte horror. Qui, però, non ci sono solo due protagonisti che si innamorano, un gruppo di villain e qualcosa o qualcuno che ostacola il loro amore come nella saga dei vampiri. Qui ci sono un amore profondissimo, dramma, ‘coming of age’ ad alta tensione, azione, scene pulp, scene psichedeliche in discoteca, effetti speciali realistici e musiche pazzesche. Ma anche, e soprattutto, due protagonisti di talento – la star di ‘Baby’ Alice Pagani e la star di ‘Skam Italia’ Rocco Fasano – ritmo della narrazione incalzante, suggestione che toglie il respiro, sceneggiatura complessa (scritta da Gianni Romoli, il collettivo GRAMS e lo stesso regista) e una fotografia (curata da Francesco Di Giacomo) che ‘rapisce’ gli occhi e capace di raccontare attraverso un gioco di colori i cambiamenti dei personaggi. Insomma, ‘Non mi uccidere’ è uno di quei film che non siamo abituati a vedere in Italia perché, parliamoci chiaro, non siamo proprio bravi con il soprannaturale. De Sica, però, ha compiuto il miracolo! 

NON MI UCCIDERE, L’ADOLESCENZA PUÒ ESSERE ‘TERRIFICANTE’

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Chiara Palazzolo, al centro della storia ci sono Mirta (Pagani) e Robin (Fasano): lei lo ama alla follia, lui le promette che sarà amore eterno. Ed è qui che l’amarsi fino a morirne in realtà diventa una metafora per raccontare il passaggio di Mirta all’età adulta e il suo carico di rabbia e di disillusione. Lei muore per una promessa d’amore. E il suo ‘coming of age’ passa attraverso la morte della vecchia sé e la resurrezione di una nuova sé di nome Luna. In questa nuova fase della sua vita la protagonista impara ad essere adulta, impara ad accettare e a gestire la sua diversità, a combattere contro la paura di essere sola. 

Quando si è adolescenti c’è sempre una fase in cui ci si sente soli e messi sotto dalla vita, ci si sente anormali, ci si sente dei mostri e isolati. In questo film, invece, la protagonista ad un certo punto deve imparare a sbranarla la vita per essere essere accettata e accettarsi. Questo è un tema universale quindi non è da rilegare solo al femminismo“, ha detto Andrea De Sica in occasione della conferenza.

Inoltre, impara le regole della sopravvivenza grazie al rapporto di sorellanza con il personaggio interpretato da Silvia Calderoni (nota per le sue interpretazioni in Romulus e nel fashion movie Gucci Overture co-diretto da Gus Vant Sant e il direttore creativo della maison Alessandro Michele). Luna impara così a nutrirsi di carne umana, ad evitare la minaccia della decomposizione e dei Benandanti (un gruppo di ‘cacciatori’ di sopramorti come Luna e Robin), a trasformarsi in un’adulta che aggredisce la vita, senza essere più aggredita a sua volta. Il personaggio impara anche, e soprattutto, a difendersi dagli uomini prevaricatori fino a sbranarli metaforicamente e realmente. Un tema attualissimo (purtroppo) che qui viene trattato con originalità e senza inutili e noiosi moralismi. Una tematica cantata da Chadia Rodriguez in featuring con Alice Pagani nel brano, potentissimo, dei titoli di coda Non mi uccidere.

Comporre un breve pezzo di una canzone per me fino a qualche mese fa era impensabile. Poi visto sotto il punto di vista di Mirta/Luna è stato super interessante perché ho potuto sperimentare qualcosa in più del personaggio anche solamente attraverso la voce. Per me era essenziale che l’atmosfera dentro Mirta un po’ come la sua anima uscisse fuori in questa canzone. Io riporto un po’ il mio lato horror in questo brano trap di Chadia, che è una forza della natura. Quando lei c’è si sente. L’intento era quello di farci ballare e divertire a fine film“, ha raccontato Alice Pagani a Diregiovani.

Le ambientazioni – il bosco, le strade, il piccolo centro abitato, la pioggia, il cimitero – le luci fredde e stroboscopiche, le musiche (le playlist scelte da Andrea De Sica sanno come raccontare una storia lì dove ci sono solo silenzi e sguardi, passione e violenza) e gli effetti speciali. La suggestione che nasce da tutti questi elementi di toglie il fiato, e non è un’esagerazione. È come se Mirta, presa dalla fame di carne, ti stringesse lo stomaco per mangiarselo. Una scena macabra sì, però rende bene l’idea del grande lavoro e la cura in ogni minimo dettaglio in questa pellicola. E poi ci sono loro, i due protagonisti. Alice e Rocco confermano il loro talento ma qui hanno fatto un upgrade: hanno lavorato per la prima volta con gli stunt, una preparazione fisica che ha permesso a due giovani interpreti di dare maggiore intensità ai Mirta e Robin. Non è un caso se i protagonisti hanno una così potente espressività da trasmettere i loro pensieri e gli stati d’animo anche attraverso il linguaggio del corpo.

Completano il cast Fabrizio Ferracane, Sergio Albelli, con Giacomo Ferrara e la partecipazione di Anita Caprioli.

NON MI UCCIDERE, QUANDO E DOVE DEBUTTA

Non mi uccidere sarà disponibile dal 21 aprile per l’acquisto e il noleggio su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio su Sky Primafila e Infinity.

NON MI UCCIDERE, IL TRAILER

Il film è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia e Vivo film (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa), con il sostegno di IDM Südtirol – Alto Adige,  MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e Regione Lazio – Fondo Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo. 

NON MI UCCIDERE, IL POSTER

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Lucrezia Leombruni
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it