Droga e ambiente, ne parla Alessandro Botti

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Che le droghe siano dannose per la salute delle persone è ormai noto. Ma che la loro produzione comporti ingenti danni ambientali è un aspetto meno conosciuto. La coltivazione, il consumo e lo smaltimento delle sostanze stupefacenti incide sull’inquinamento di terreni, corsi d’acqua e mari.

“La fase della produzione è quella che incide maggiormente- spiega all’agenzia di stampa Dire Alessandro Botti, presidente dell’associazione Ambiente Mare Italia (Ami)- Secondo i dati Onu, per un ettaro di coltivazione di cocaina servono 3-4 ettari di deforestazione di foresta pluviale. E i narcos sono sempre più alla ricerca di terreni perché possono fare al massimo due coltivazioni, poi per ragioni di sicurezza devono abbandonare quei territori e cercare foreste sempre più nascoste alla vista della polizia. Nella fase della produzione chimica, invece- aggiunge Botti- sono necessari un insieme di reagenti chimici e grandi quantità di acqua che incidono sull’ambiente: i reagenti vengono abbandonati nei corsi di acqua, mentre l’ utilizzo di acqua porta al fenomeno della desertificazione”.

Ma il rapporto che lega droghe e inquinamento ambientale è ancora poco approfondito, anche se in crescita. Per l’agenzia internazionale Onu sulle droghe, infatti, l’impatto ambientale sta crescendo con l’incremento del consumo e della produzione di droghe.

“La presenza di sostanze chimiche nelle acque reflue è aumentata del 15%- continua Botti- Il consumo, quindi, sta crescendo. A livello europeo questo studio ci ha permesso di mappare il consumo di droghe: al sud cannabinoidi e cocaina, mentre al nord anfetamína e metanfetamína”.

Solo a Milano, nelle acque dei tre fiumi principali (Olona, Seveso, Lambro) sono state trovate 1,6 tonnellate di droga. Ma cosa si può fare per contrastare il fenomeno?

“Evitare il consumo– conclude il presidente di Ami- ma anche migliorare l’efficienza dei nostri depuratori che lasciano ancora passare molti elementi chimici. Scompaiono alghe, specie floreali, aumentano insetti nocivi non autoctoni. Fenomeni che potrebbero avere effetti anche sulla salute dell’uomo”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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