Sassari, l’istituto agrario Pellegrini tra innovazione e ricerca | VIDEO

Dirigente scolastico: "La nostra mission è l'occupabilità"
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SASSARI – “Il ‘Pellegrini’ offre le competenze adeguate per avere subito un lavoro, anche se sono numerosi i ragazzi che si iscrivono all’università o che proseguono gli studi nell’ambito della filiera formativa degli istituti tecnici superiori, in Sardegna molto ben strutturata”. Così Paolo Acone, da sei anni dirigente scolastico dello storico istituto tecnico agrario ‘Pellegrini’ di Sassari, nato nel 1894, ed oggi realtà complessa. L’istituto include, oltre ad un convitto con, circa, cinquanta allievi che provengono dal centro della Sardegna, l’istituto professionale per l’Industria e l’Artigianato del capoluogo sardo e l’istituto professionale per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Perfugas.

“La scelta di riunire i tre istituti– spiega il dirigente- è stata funzionale ad un disegno innovativo di ri-proposizione dei settori primario e terziario, come traino agli investimenti economici del territorio, adeguandoli alle nuove tecnologie e alle nuove professionalità dei rispettivi comparti”. La scuola sassarese ha al suo attivo diversi progetti: “Tra questi, ‘Lab Smart Rurality’– prosegue il dirigente– creato e strutturato all’interno del Piano Nazionale Scuola Digitale, nell’ambito dei laboratori territoriali per l’occupazione. Un’attività che punta a migliorare gli apprendimenti e creare competenze moderne nell’agroalimentare”.

“Il nostro istituto, capofila del progetto, investendo 750mila euro e rapportandosi con circa sessanta soggetti partner, ha realizzato una serra auto sostenibile, iper-tecnologica e gestibile da remoto, due tunnel, una struttura fotovoltaica ed una piattaforma digitale che consentirà di migliorare i livelli di apprendimento dei ragazzi, soprattutto, nel settore della ricerca in agricoltura”. Paolo Acone sottolinea come il rapporto con il dipartimento di Agraria dell’università di Sassari e con le aziende strumentali della regione Sardegna in agricoltura è costante: “Inoltre, altre partnership afferiscono a rapporti inter-istituzionali relativi alla Provincia ed alle scuole collegate con la rete nazionale Renisa, di cui facciamo parte”.

Il ‘Pellegrini’ si estende per 30 ettari di terreno, tra serre, alberi da frutto, vigneti, ortaggi, dragonaie, la vecchia stalla di bovini con il caseificio annesso e le arnie d’api. Al suo interno si trova, inoltre, un museo delle macchine agricole, con l’esposizione di tutti i macchinari risalenti al periodo della Prima Guerra Mondiale: “È l’unico museo del genere presente nella regione- conclude il preside Acone- lo abbiamo creato con l’obiettivo di ricostruire la nostra storia e ripercorrere gli anni floridi segnati, soprattutto dalla presenza del Pellegrini, fondatore della scuola e uomo geniale che già nei primi anni del ‘900 faceva ricerca, misurava le percentuali di azoto nel terreno per migliorare le coltivazioni e si mise addirittura ad allevare trote all’interno dell’azienda, introducendo, in modo innovativo, l’acquacoltura”.

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Autore: Graziella Guglielmino
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