All’Isis Newton di Varese studenti ‘agri’ per sviluppo sostenibile | VIDEO

Insieme al comune e al Banco Alimentare coltivano due terreni con tecniche biologiche
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VARESE – Gli istituti agrari possono rappresentare un settore di studi strategico per la tutela ambientale, la valorizzazione territoriale e la lotta agli effetti del cambiamento climatico. Ne è convinto Daniele Marzagalli, dirigente scolastico dell’Isis ‘Newton’ di Varese, istituto superiore di istruzione e formazione tecnica e professionale che ogni anno diploma una media di 25 “studenti agri”, come li chiama lui affettuosamente.

“I nostri studenti hanno già di per sé una forte motivazione e una forte sensibilità verso le tematiche green, nel nostro istituto noi li educhiamo a sviluppare le competenze connesse– racconta alla Dire Marzagalli- In questo, ci aiuta molto la nuova impostazione assegnata dal ministero agli istituti professionali di tipo agrario che, infatti, da tre anni a questa parte, è stata rivista per incrementare l’area tecnico-operativa e laboratoriale. Così, non solo non ci siamo mai fermati durante le chiusure dando sollievo alla frustrazione degli studenti. Ma, toccando con mano, i nostri ragazzi crescono a contatto con la natura e capiscono che più si prodigano generosamente più la terra restituirà i frutti del loro lavoro. Cambiamento climatico permettendo”.

Ecco, quindi, che per farvi fronte sono state integrate nuove materie di studio: agricoltura sostenibile e biologica, assestamento forestale, gestione parchi, aree protette, fauna selvatica. Discipline che non rimangono sulla carta ma si traducono in progetti concreti, spesso in collaborazione con enti locali e parchi, come spiega alla Dire la docente coordinatrice del corso di agricoltura e sviluppo rurale del ‘Newton’ Renata Albonico. “Coltiviamo due terreni concessi dal comune di Varese. Il primo appezzamento si trova in via Truno, vicino alla nostra scuola, ed è frutto di una collaborazione iniziata proprio quest’anno. Abbiamo piantato alberi da frutto, ulivi e viti. Il secondo, invece, si trova a villa Baragiola e lo lavoriamo insieme al Banco Alimentare di Varese per cui tutto il raccolto va in beneficenza”.

Entrambi i terreni, ci tengono a sottolineare la prof e lo studente Nicolas Chiaromonte – direttamente impegnato nel progetto di via Truno – sono coltivati rigorosamente con “tecniche biologiche, senza l’uso di pesticidi e agenti chimici”. “Così i nostri ragazzi apprendono anche i principi della solidarietà e della cooperazione. È molto importante per noi, infatti, insistere sull’aspetto sociale della sostenibilità” puntualizza Albonico, in linea, peraltro, con quelli che sono gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu sullo sviluppo sostenibile. “Attività simili, inoltre– aggiunge il preside- hanno il pregio di coinvolgere e motivare anche gli studenti con bisogni educativi speciali. Il lavoro di squadra crea un clima davvero bello, di solidarietà e passione vera”.

Un lavoro, quello agricolo, che però richiede continuità e che non può cessare con l’estate. “La pianta non si abbandona per andare in vacanza- scherzano, tra il serio e il faceto come si suol dire, il preside e la docente- per questo stiamo mettendo a punto un piano estivo e grazie ai fondi Pon stanziati dal ministero potremo garantire la presenza di più persone e quindi più turni” mentre gli studenti saranno protagonisti all’interno dei loro percorsi per le competenze e l’orientamento trasversale, la vecchia alternanza scuola-lavoro.

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Autore: Martina Mazzeo
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