23 maggio, Falcone: “Con arte e scuole riportiamo il bello a Palermo”

Preside Antonella Di Bartolo: "Rigenerazione di Brancaccio-Sperone è memoria"
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PALERMO – Al civico 107 di via Duca Della Verdura, a Palermo, campeggia già il viso di Giovanni Falcone sulla facciata di un palazzo mentre quello di Paolo Borsellino arriverà presto nell’adiacente via di Sampolo. L’albero Falcone di via Notarbartolo sarà presidiato e contemplato notte e giorno dalla statua di una donna in attesa. Nel cortile dell’aula Bunker dello storico Maxiprocesso, all’Ucciardone, un branco di 54 cani starà lì a testimoniare la brama di potere della mafia ma anche la lotta civile per la giustizia mentre un cane tutto d’oro veglierà il caveau dove è custodita l’istruttoria del Maxiprocesso del 1986. A Brancaccio, infine, quartiere di mafia ma anche ‘casa’ del beato padre Pino Puglisi, dalla piazza dove è stato assassinato e che gli è stata intitolata, svetta da qualche giorno il suo sorriso. Tutto questo è ‘Spazi Capaci/Comunità Capaci’ per ‘riprendersi’ Palermo attraverso l’arte contemporanea.

“Consapevoli che la cultura è determinante per il rinnovamento dello spirito dei popoli– spiega alla Dire Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni Falcone e sorella del giudice ucciso a Capaci- abbiamo chiesto ad alcuni tra i maggiori artisti italiani di contribuire alla realizzazione di un programma speciale di interventi urbani, nei luoghi simbolo del riscatto civile contro le mafie. Le opere che realizzeremo sono anche un omaggio a una città che ancora porta evidenti le cicatrici e le brutture della speculazione edilizia e del ‘sacco’. Trovo importante sottolineare, inoltre, che i cittadini che abbiamo coinvolto nel progetto hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, segno che a Palermo tanto è cambiato davvero anche nelle coscienze dei cittadini”.

E così – in vista delle imminenti celebrazioni del 23 maggio, 29esimo anniversario della strage di Capaci in cui Cosa nostra uccise il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e magistrata Francesca Morvillo, gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo – proprio nei luoghi simbolo della lotta alla mafia della città di Palermo, sta prendendo vita questo progetto di design sociale curato da Alessandro de Lisi e messo al servizio della “memoria 4.0”, per usare le parole della fondazione stessa. Progetto il cui cantiere è partito il 25 aprile e che verrà inaugurato durante le celebrazioni del 23 maggio 2021 dal ministro Patrizio Bianchi – il ministero dell’Istruzione è infatti partner istituzionale della fondazione Falcone – ma che punta a essere concluso nel 2023, anno del trentennale delle stragi mafiose di Firenze, Roma e Milano e del culmine della strategia stragista di Cosa nostra con l’omicidio di Don Pino Puglisi.

Protagonisti di ‘Spazi Capaci’ anche diversi istituti della città: il liceo artistico ‘Catalano’, il liceo artistico ‘Damiani Almeyda’, l’istituto d’arte ‘Picasso’, l’istituto ‘Vittorio Emanuele III’, l’istituto superiore ‘Volta’, l’istituto ‘Regina Margherita’, la consulta provinciale degli studenti di Palermo e l’istituto comprensivo ‘Sperone-Pertini’. Quest’ultimo, ad esempio, sorge tra i quartieri di Brancaccio e Sperone e ha uno dei suoi plessi intitolati a padre Puglisi. Da molto tempo collabora con la fondazione Falcone, di cui ha vinto il concorso nazionale nel 2018, così come “è in dialogo da anni” con Igor Scalisi Palminteri, l’artista palermitano di Brancaccio che proprio qui realizzerà il trittico per Puglisi ma che in passato “ha realizzato opere per la scuola”, rivendica, parlando con la Dire, la preside Antonella Di Bartolo.

“Il nostro istituto– aggiunge la dirigente scolastica- ha sempre avuto molta attenzione per il territorio e per gli spazi urbani. Siamo una scuola che esce dalle aule e che cerca di contaminarsi e contaminare il territorio. Lo Sperone, in particolare, negli ultimi anni si è sempre più connotato come piazza di spaccio a cielo aperto, un vero e proprio supermercato della droga. Perciò crediamo nel coinvolgimento dei nostri studenti in progetti di rigenerazione degli spazi comuni che sono al tempo stesso progetti di costruzione e diffusione di memoria”. “L’idea di portare il bello dove il bello è stato cancellato– conclude Maria Falcone- ci è sembrata importante, come importante è stato aver coinvolto le scuole. Decine di studenti avranno incontri con gli artisti in vere e proprie lezioni sulla realizzazione delle opere, nel rispetto della normativa anti-Covid”.

Questi i nomi delle prime opere previste – “a cui ne seguiranno molte altre” promette la fondazione – e dei loro autori:

  • ‘La porta dei giganti’ del palermitano Andrea Buglisi;
  • ‘L’attesa’ del trentino Peter Demetz;
  • ‘Branco’ del lombardo Velasco Vitali;
  • ‘Roveto ardente’ del palermitano Igor Scalisi Palminteri.

“Abbiamo fatto appello a questi quattro artisti straordinari- commenta infine il curatore Alessandro de Lisi- per intervenire nei luoghi della vita e della vittoria della comunità e dei singoli, una geografia della fiducia nella città delle stragi. Specialmente le opere di pittura murale di Palminteri a Brancaccio e di Buglisi in via Duca della Verdura e poi in via Sanpolo determineranno un forte aumento del valore civile dell’area, turistico ed economico del contesto essendo queste uniche e in esclusiva in situ”.

Il progetto, a cui hanno già aderito la Soprintendenza per i beni culturali di Palermo, il Teatro Massimo di Palermo, il Museo archeologico regionale Salinas, Il Colosseo a Roma, ha ricevuto il plauso del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri.

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Autore: Martina Mazzeo
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