Strage di studentesse a Kabul, l’appello disperato di Malala: “Basta violenza”

La più giovane premio Nobel ha denunciato "un crimine terribile, commesso contro scolari, per lo più ragazze"
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Di Vincenzo Giardina

“L’escalation di terrorismo è allarmante per la pace e la democrazia in Afghanistan; i leader mondiali devono unirsi per tutelare le alunne e gli alunni”: Così Malala Yousafzai, attivista e blogger pachistana, già Premio Nobel, dopo l’attentato che ha provocato oltre 60 vittime all’uscita di una scuola a Kabul.

Con un messaggio sui suoi profili social, Malala ha denunciato “un crimine terribile, commesso contro scolari, per lo più ragazze”.

La Premio Nobel, la più giovane al mondo a ottenere il riconoscimento, aveva lasciato il suo Paese anni fa dopo essere stata aggredita e colpita alla testa da uomini armati mentre tornava a casa da scuola.
Secondo l’agenzia di stampa Pahjwok, “incidenti legati alla sicurezza” si sono verificati ancora oggi in diverse localita’ dell’Afghanistan. Almeno nove militari e poliziotti e sei “militanti” sarebbero stati uccisi in scontri a fuoco ed episodi di violenza nelle province di Farah, Ghor e Faryab.
Altri aggiornamenti riguardano un cessate il fuoco di tre giorni proclamato in coincidenza con la festivita’ musulmana di Eida-Al-Filtr. Il presidente Ashraf Ghani ne ha ordinato il rispetto, facendo seguito a una proposta dei guerriglieri talebani.
L’attentato di sabato si è verificato nel quartiere di Dasht-e-Barchi, dove si concentra la minoranza degli Hazara, una comunità per lo più sciita. I talebani, accusati dal governo, hanno respinto qualsiasi responsabilità.
Secondo la rappresentanza diplomatica dell’Unione Europea a Kabul, “prendere di mira studenti di una scuola femminile vuol dire colpire il futuro dell’Afghanistan”.

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Autore: Redazione Diregiovani
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