Scherzo o eccesso? Per non parlare di bullismo contano i tempi, le motivazioni e i soggetti

Spesso è l'empatia la componente mancante quando si sfocia nell’eccesso e nella violenza verso i compagni
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Dott.ssa Valentina Bianchi, psicologa e psicoterapeuta

ROMA – Da che mondo e mondo sono sempre esistiti la burla, lo scherzo tra amici, la presa in giro tra i pari, e nessuno ne ha mai fatto un dramma. Come mai ora c’è una grande mobilitazione intorno a questo tema tanto che ogni atto può essere interpretato come un
comportamento violento e/o punibile? Gli adulti di oggi possono sentirsi spiazzati e non sapere quando e come sia bene intervenire nei confronti dei ragazzi, proprio perché il confine tra scherzo e prevaricazione è molto labile. In tal senso i genitori non sanno se e quando punire i propri figli o gli insegnanti non sono sicuri se sia il caso di fare qualcosa.

Di per sé avere un atteggiamento goliardico verso un compagno è funzionale allo sviluppo e alla crescita personale, aiuta a confrontarsi con l’altro, a misurare se stesso, a riconoscere il proprio valore e il proprio limite, serve a muoversi nel mondo, al di fuori delle sicure relazioni parentali. Tutto ciò ha senso se alla base c’è una connotazione affettiva e un legame emotivo, per cui lo scopo non è quello di distruggere l’altro, ma è quello di trovare un modo per entrare in relazione e per conoscersi meglio. Infatti, la maggior parte dei ragazzi tende a scherzare con i propri amici e riesce a fermarsi quando vede che il compagno ci è rimasto male. Riesce, quindi, a sintonizzarsi con le sue emozioni, a mettersi nei suoi panni, in una sola parola, a empatizzare. Spesso è questa la componente mancante quando si sfocia nell’eccesso, quindi in un comportamento violento, che nulla a che fare con la burla.

Bullismo, la componente essenziale è l’empatia

In realtà l’empatia è una componente che appartiene a tutti, grazie alla scoperta dei neuroni a specchio sappiamo che fa parte del nostro patrimonio genetico, quindi, con un lavoro importante è possibile recuperarla.

Inoltre, lo scherzo non dovrebbe essere mirato sempre verso la stessa persona e non dovrebbe ripetersi nel tempo, perché in quel caso diventa altro, quello che viene chiamato bullismo. In questo la caso si tratta di una vera e propria dinamica difficile da fermare se non con un intervento mirato, volta a ditruggere l’altro e non ad entrarci in relazione. L’aggressore si sceglie la vittima, che generalmente è percepita come più debole, ma possiamo dire che i due protagonisti in qualche modo s’incontrano, poiché le loro personalità hanno degli elementi in ombra simili e altri che li fanno incastrare in un rapporto disfunzionale. Come adulti, quindi, è importante sapere riconoscere il fenomeno e non sminuire quando si tratta di bullismo, al contrario, si è responsabili nell’intervenire, soprattutto a scuola, dove avvengono i maggiori episodi e dove si ha il dovere di proteggere gli studenti. Non a caso, la Legge sul cyberbullismo vede la scuola proprio come protagonista nella prevenzione e nella lotta del fenomeno, quindi è bene muoversi con azioni d’informazione, di sensibilizzazione e di cooperazione.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Redazione Diregiovani
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it