Ron – Un amico fuori programma, una storia universale tra inclusività e social: i registi ai nostri microfoni

Lillo tra le voci italiane del film d'animazione
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – Amicizia profondissima, celebrazione dell’inclusività, animazione travolgente, due dolcissimi protagonisti pronti ad emozionarci e, perché no, ad intrattenerci e a farci riflettere. Senza dimenticare un cast di voci d’eccezione, a partire da quelle italiane. Il primo doppiatore annunciato è Lillo. Tutto questo è Ron – Un amico fuori programma (Ron’s Gone Wrong, questo il titolo originale) di Jean-Philipe Vine e della co-fondatrice della Locksmith Sarah Smith. Al centro della storia ci sono un ragazzino di nome Barney e il suo miglior amico robot di nome Ron (animato da Lillo): tra i due un’amicizia che supera ogni confine e ogni pregiudizio in cui l’umano della coppia imparerà grazie all’irresistbile robottino ad amarsi e a farsi amare.

RON – UN AMICO FUORI PROGRAMMA, LA STORIA

Il film 20th Century Studios e Locksmith Animation Ron – Un Amico Fuori Programma è la storia di Barney, un impacciato studente delle medie e di Ron, il suo nuovo dispositivo che cammina, parla e si connette digitalmente e che dovrebbe essere il suo ‘migliore amico pronto all’uso’. Nell’era dei social media, gli esilaranti malfunzionamenti di Ron lanciano i due in un viaggio ricco di azione in cui il ragazzo e il robot fanno i conti con la meravigliosa confusione della vera amicizia.

RON – UN AMICO FUORI PROGRAMMA, IL CAST DELLE VOCI

Barney Pudowski è doppiato da Jack Dylan Grazer (protagonista di We Are Who We Are, la prima serie di Luca Guadagnino, e tra le voci del film Disney e Pixar Luca di Enrico Casarosa), Ron è animato da Zach Galifianakis, Graham Pudowski da Ed Helms, Donka Pudowski da Olivia Colman, Marc Wydell da Justice Smith, Andrew Morris da Rob Delaney e Savannah Meades da Kylie Cantrall.

RON – UN AMICO FUORI PROGRAMMA, DATA DI USCITA

Animato da Locksmith Animation, il film in computer grafica è stato prodotto dallo studio britannico e da 20th Century Studios e arriverà dal 21 ottobre nelle sale italiane con The Walt Disney.

RON – UN AMICO FUORI PROGRAMMA, IL TRAILER

In occasione del lancio del trailer abbiamo incontrato i registi Jean-Philippe Vine e Sarah Smith su Zoom.

COSA HA ISPIRATO RON – UN AMICO FUORI PROGRAMMA

Sarah Smith:L’idea, fin dall’inizio, è sempre stata quella di fare un film che fosse rilevante per i bambini di oggi. Il tempo trascorso davanti lo schermo (o di un telefono, o un di un tablet o di un pc, ndr) è probabilmente uno degli argomenti su cui più discutiamo con i nostri figli. I genitori sono terrorizzati dal fatto che i figli possano entrare in questa specie di parco giochi digitale perché si preoccupano di quello che potrebbe succedere in rete. Questo ha ispirato gran parte del film. La storia però mostra la difficoltà dei ragazzi e delle ragazze nel fare amicizia. La rete facilita questo passaggio ma l’esperienza online sta rendendo tutto ancora più difficile. Noi volevamo parlare di questo ma in modo super divertente“.

Jean-Philippe Vine:Siamo cresciuti con E.T., Stand By Me e grandi film d’avventura sull’amicizia. Volevamo metterne in scena uno nuovo, guardando attraverso la lente di questa della tecnologia, ma anche per guardare i temi dell’amicizia, i grandi film d’avventura e farne un film cinematograficamente bello e profondo“.

NELL’ERA DEI SOCIAL MEDIA MOLTI RAGAZZI E MOLTE RAGAZZE PREFERISCONO LA VITA ONLINE A QUELLA OFFLINE. SPESSO A SCUOLA SI ESCLUDONO ALCUNI ELEMENTI PERCHÉ NON HANNO I GUSTI UGUALI AGLI ALTRI. COSÌ PENSIAMO CHE, FORSE, LE MACCHINE SONO PIÙ EMPATICHE DELLE PERSONE. COSA VI HA SPINTO A RACCONTARE QUESTA STORIA?

Smith:Ogni singola cosa che hai appena detto è esattamente giusta. Tutte le nostre osservazioni sono partite in quanto genitori che guardano i nostri figli perdersi in questi dispositivi. Inizialmente ho iniziato a pensare che dovevamo fare qualcosa del genere quando ho visto il film di Spike Jones, dal titolo ‘Her’ (‘Lei’, ndr). Al tempo stesso mio figlio continuava a citarmi consigli letti su internet dicendo ‘mamma, sai, questo fa sì che i tuoi vestiti profumino di fresco. Dovremmo comprarlo’. E tu pensi che i bambini non capiscano che quello che c’è sullo schermo potrebbe non essere completamente vero o reale. Alcuni miei amici che hanno figli più grandi mi hanno raccontato cose più serie rispetto ai conglisi di mio figlio. Per esempio come i ragazzi possono comportarsi in modo davvero meschino e crudele gli uni con gli altri quando non sono faccia a faccia che non lo farebbero se fossero nel parco giochi. E così ho sentito l’esigenze di parlare di questo“.

Vine : C’è davvero quello che hai menzionato, Lucrezia. Un algoritmo nei social media ci spinge verso le cose che ti piacciono, per farci capire che la relazione soddisfacente sta proprio qui. Ma non dovrebbe essere così. Ron e Barney non si sono conosciuti tramite un algoritmo, non hanno alcun filtro. Loro devono affrontare le stranezze e i conflitti, l’uno dell’altro. E questo è il ritratto di una relazione sana seppur incasinata“.

IL TEMA DELL’INCLUSIVITÀ

Smith:Con i social media pensiamo di trovare delle persone uguali a noi, che amano e sentono le tue stesse cose. Barney è un ragazzo simpatico, ma è un po’ diverso. Lui è asmatico ma ha anche una famiglia un po’ eccentrica. Sente che nessuno è interessato a lui, e questo riguarda la sua autostima. Tra lui e Ron si crea un rapporto così vero tanto da sapere tutto l’uno dell’altro, comprese le cose spiacevoli“.

Vine:Una delle cose che ci interessa davvero è che il modo in cui ci presentiamo sui social media è molto spesso la migliore versione idealizzata di noi stessi o quello che vogliamo che gli altri pensino sia la versione ideale. Ed è questo che rende le persone interessanti, è la roba che non condividi, sai, la roba eccentrica, la roba strana. Ma ti rende davvero reale e ti rende una persona divertente da conoscere. E questo è qualcosa che Barney scopre e di cui ha paura, all’inizio lui non si mostra al mondo. Ma alla fine, attraverso Ron, lo fa davvero“.

COME NASCE RON?

Smith:Ci sono alcune cose che i bambini trovano sempre divertenti. Ron (animato dalla voce di Zach Galifianakis, ndr), è che è questa specie di robot incompetente che non sa fare nemmeno le scale. Quando Barney (animato dalla voce di Jack Dylan Grazer, ndr) lo prende per la prima volta, come avete visto nel trailer, la prima cosa che succede è il terribile lamento di dolore che fa ogni bambino. Abbiamo passato tutti quel tipo di frustrazione quando la tecnologia che non funziona. Penso che Ron sia un personaggio universale e amabile per la sua innocenza, ma è anche un po’ fuori controllo: è birichino e pericoloso ma in modo divertente. Un’altra cosa che ci ha divertiti molto è la nonna di Barney, Donka Pudowski (animata dalla voce di Olivia Colman): ha il cuore grande, coltiva verdure in giardino e alleva capre e polli. È assolutamente brillante ma anche un po’ imbarazzante per un ragazzo adolescente.

Per la realizzazione di Ron ho parlato con un mio amico artista, gli parlato di questa specie di amico a forma di palla che avrebbe accompagnato ovunque il co-protagonista. Poi lo abbiamo immaginato un po’ malandato, un po’ rotto ma magnetico: i suoi occhi sono fatti solo di pixel digitali. Lui è molto semplice ed molto poco da esprimere con la bocca aperta. Percepiamo i suoi sentimenti  attraverso i suoi occhi che fissano ogni cosa, soprattutto Barney. Ron mi fa pensare al pinguino di ‘Wallace e Gromit’ che sbatte le palpebre e questo lo rende un po’ inquietante“.

Vine:Gli animatori amano gli oggetti malandati, soprattutto se siamo cresciuti giocando al Nintendo. Abbiamo pensato che Ron fosse una specie di gioco rotto. Quindi per il team creativo è stato davvero divertente creare nuove espressioni con quei pixel negli occhi“.

DA ZACH GALIFIANAKIS A OLIVIA COLMAN: IL CAST DELLE VOCI

Vine:Ricordo che una volta Zach mi  ha detto una cosa divertente. Noi gli dicevamo che Ron è gestito da un algoritmo, quindi non è molto emotivo. E lui ha detto: ‘Non ho mai avuto registi che mi hanno chiesto di dare meno emozioni prima d’ora’”

Smith: Zach sa improvvisare in un modo incredibile. Dopo avergli dato delle battute lui ha costruito sei versioni delle sue. Ed è davvero esilarante. Olivia è una vera professionista. Se le si chiede di saltare su e giù come se stesse ballando con un pollo in braccio le lo fa, anche parlando in bulgaro. Lei è una gioia assoluta. Tutto il nostro cast è stato super, compreso Jack, credo che  sia una stella nascente. È davvero un giovane attore incredibile. Fa tutto in maniera disinvolta e questo lo rende sincero e naturale. Ti fa respirare la scena, è toccante“.

PANDEMIA E TECNOLOGIA

Smith: Spero che i bambini siano ancora più convinti che forse lo schermo non è l’unica cosa che vogliono. È vero, la tecnologia durante questi brutti mesi ci ha permesso di connetterci con tutto il mondo facendoci restare in contatto con le persone a noi care. Con questa premessa la tecnologia è questa cosa incredibile. Ma allo stesso tempo, però, sappiamo tutti quanto possa farci sentire isolati perché non è abbastanza reale“.

La sceneggiatura è firmata da Peter Baynham (Il figlio di Babbo NataleBorat – Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del KazakistanBorat – Seguito di film cinema) e Smith. Ron – Un Amico Fuori Programma è prodotto da Julie Lockhart (Shaun, vita da pecora – Il film, Pirati! Briganti da strapazzo), anche co-fondatrice di Locksmith, e da Lara Breay, mentre la presidente di Locksmith Elisabeth Murdoch, Smith e Baynham sono i produttori esecutivi.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

Autore: Lucrezia Leombruni
Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it