Droghe, il Dipartimento Dipendenze di Napoli segue il modello life skill education

"Meglio parlare di droga in prospettiva salute-centrica"

NAPOLI – “Entriamo nelle scuole per consentire ai giovani di recuperare quel concetto di sé, quel bagaglio di abilità sociali – seguendo il famoso modello life, skill education – che gli consentiranno di essere pronti ad affrontare il momento in cui una droga attraverserà la loro vita. Anziché fare una comunicazione terroristica e di spauracchio, lavoriamo sulla risorsa che il giovane rappresenta. Infatti, se al giovane passiamo il concetto che è incapace a controllare una cosa i risultati sono due: o il giovane si inibisce, o sfida il concetto stesso”. A parlare è Gennaro Pastore, direttore del Dipartimento Dipendenze dell’Asl Napoli 1 centro sottolineando che gli interventi di prevenzione con i giovani sono cambiati perché, negli ultimi anni, è cambiato il concetto stesso di prevenzione.

Sul perché è stato ed è necessario rimodulare l’approccio diretto ai giovani, interviene anche Anita Rubino, psicologa referente per la promozione della salute nelle scuole. “Avvicinarsi alle sostanze crea una serie di modulazioni di relazione con la sostanza che hanno caratteristiche diverse. Soltanto poche persone sviluppano realmente una dipendenza. Si tratta della punta dell’iceberg. Nel frattempo abbiamo un numero consistente di persone che riesce a mantenere equilibrio tra effetti ricercati e conseguenze spiacevoli. Questo è il primo motivo per cui quando parliamo con i ragazzi, se usiamo solo il riferimento della dipendenza, non riusciamo ad avere appeal, perché non si riconoscono ancora in quella situazione. Se utilizziamo la prospettiva della prevenzione, ponendo sempre come esempio lo spauracchio i ragazzi non ascoltano più. Se invece promuoviamo salute e ci mettiamo in una prospettiva salute-centrica, promuoviamo la consapevolezza delle persone rispetto ai loro comportamenti, nel bene e nel male. Questo tipo di approccio ingaggia di più i ragazzi, assetati di chiavi di lettura per conoscersi maggiormente”.

Il Dipartimento collabora con le scuole grazie alla progettualità ‘Scuole che promuovono salute’, sostenuta dal ministero della Salute. “Le scuole di ogni ordine e grado possono organizzarsi con i servizi sanitari delle Asl. Noi preferiamo lavorare, attraverso dei protocolli operativi, con le scuole superiori, così da incontrare ragazzi che hanno familiarità con l’esperienza d’uso di sostanze. Gli incontri prevedono momenti di partecipazione attiva, laboratori di consapevolezza emotiva per l’empowerment personale e del gruppo classe”.

2021-07-09T10:29:29+02:00