Cina, il Covid non ferma il Festival della carne di cane di Yulin

È tornato il "festival del sangue"

L’emergenza sanitaria non ferma il Festival della carne di cane, controversa “sagra” che ogni anno, in concomitanza del Solstizio d’estate, si tiene nella città di Yulin, in Cina.

Il Festival della carne di cane di Yulin

Come da nome, pietanza esposta nelle bancarelle è la carne di cane.
Ogni anno migliaia di cuccioli, molti dei quali rubati alle famiglie umane, vengono picchiati a morte, scuoiati e bolliti vivi, con la convinzione che mangiare la loro carne porterà benefici alla salute. I cani vengono torturati prima di essere uccisi perché si pensa che la scarica di adrenalina prodotta dal loro terrore renda la carne gustosa.

Un vero massacro.

Questo, nonostante la Cina abbia escluso cani e gatti dall’elenco del bestiame e l’origine del Covid-19 sia riconducibile ad un wet market.

In realtà, la città di Yulin non è il più grande consumatore di carne di cane nella provincia cinese di Guangxi, ma è sotto gli occhi del mondo per il suo “Festival del sangue”.

Lo scorso anno, sempre in Cina, la città di Shenzhen prima e quella di Zhuhai poi, hanno severamente vietato il consumo di carne di cani e gatti, con pesanti sanzioni per ristoratori e clienti eventuali.

Nel 2017 il Taiwan è diventato il primo Paese in Asia ad imporre una legge che vieta la vendita e il consumo di cane e gatto.

2021-06-21T15:10:10+02:00