Adolescenti in viaggio. Superare limiti e scoprire nuovi territori fuori e dentro di sé

Dott.ssa Serena Orlacchio, psicologa e psicoterapeuta

La metafora del viaggio si adatta perfettamente all’adolescenza, parola mutuata dal latino adolescĕre, crescere, da alĕre, nutrire. L’adolescenza è quindi una fase della vita, un momento di passaggio che segna il viaggio dalla infanzia all’età adulta. Questa fase del ciclo di vita non riguarda solo gli adolescenti, ma anche tutti gli adulti che ruotano attorno ad essi, la “Famiglia Adolescente”, termine che sottolinea la centralità e la specificità del mondo relazionale che si crea nello scambio tra adulti e ragazzi proprio in questa fase della vita. Il tema iniziatico del Grande viaggio quale metafora del passaggio di fase dall’infanzia all’adolescenza e del processo di soggettivazione che caratterizza il giovane adulto è presente nell’immaginario comune, dai tempi di Ulisse fino ai romanzi della beat generation, passando per Dante o per i viaggi dei grandi personaggi del romanticismo tedesco… Viaggiatori che cercavano se stessi, prima ancora che luoghi geograficamente definiti.

Il viaggio come fantasia

Se da una parte la metafora del viaggio caratterizza l’adolescenza perché ne descrive delle coordinate specifiche, un inizio ed una mèta che si raggiungerà prima o poi affrontando pericoli e rischi non sempre prevedibili, dall’altro il viaggio in adolescenza è una fantasia e rientra in un immaginario che appare molto diffuso tra i ragazzi alla soglia della maggiore età: viaggi di istruzione, viaggi prima della maturità (i famosi “100 giorni”), viaggi di fuga, viaggi amorosi, viaggi di scoperta, viaggi iniziatici, viaggi allucinogeni… sembra esserci un legame profondo tra questa fase della vita e la conquista di uno spazio nella fantasia per viaggiare. Per molti adolescenti il viaggio rappresenta una fuga da una realtà troppo spesso difficile da gestire ad esempio sul piano della prestazione, o che non tiene conto delle loro reali esigenze o dei loro reali talenti. Per alcuni significa darsi uno scopo: “se verrò promosso”… “dopo la maturità”… “superato l’esame all’università”… “al primo stipendio”; per altri è un’avventura da vivere con il gruppo dei pari, in coppia o con la famiglia, lontani dalle claustrofobie della vita quotidiana. Spesso del viaggiare si resta in parte prigionieri, anni sabatici dai quali è impossibile tornare indietro, riscoprendo la propria autenticità proprio nell’essere perennemente itineranti. Alcuni fortunati fanno del viaggio la loro professione, blogger di viaggio, lavoratori freelander che si spostano tra i continenti, fotografi, scrittori, giornalisti, piloti…

Viaggiare per conoscersi

Sicuramente viaggiare significa anche conoscersi e riconoscersi, curiosare nella moltitudine delle vite umane, mettersi alla prova, superare delle paure, trovare soluzioni. Significa affrontare dei periodi separati dai genitori, dormire in un letto nuovo, forse per la prima volta da soli… per un adolescente che si affaccia alla vita adulta, significa senz’altro fare nuove esperienze, conoscere nuovi territori, ampliare la visuale, soprattutto dentro se stessi.

 

2021-08-16T11:36:54+02:00