La strage di Salerno, un ricordo armato di coraggio

Il 39esimo anniversario dell'attentato terroristico delle Brigate Rosse a Salerno

Era il pomeriggio del 26 agosto 1982 quando lo strascico dell’enfasi calcistica per la vittoria dei Mondiali in Spagna si spense atrocemente, segnando un drammatico pezzo di storia della città di Salerno alla fine degli anni di Piombo.

La stessa città che era già stata il triste scenario dell’uccisione del magistrato Nicola Giacumbi nel marzo del 1980 e che, in memoria di questa data vuole celebrare i due agenti della Polizia di Stato Antonio Bandiera e Mario De Marco, e il militare di leva Antonio Palumbo.

Impossessarsi delle armi militari: questo l’intento pianificato dall’unione fra il Partito della Guerriglia napoletana e il “fronte delle carceri” che, approfittando di un trasferimento da caserma a caserma, trasformarono il lungomare Marconi quale tragico palcoscenico di un’azione terroristica. Gli autori del brutale conflitto coinvolsero, come prima vittima, il caporale ventunenne Antonio Palumbo che perse la vita nel settembre successivo e che in seguito fu insignito della medaglia d’argento al Valore dell’Esercito ‘alla memoria’.

E poi il tempestivo intervento da parte di due giovani agenti di Polizia: per amaro destino, affrontarono l’assalto dei terroristi con un coraggio che valse loro l’onore e il riconoscimento umano della medaglia d’argento al Valore Civile ‘alla memoria’.

Oggi, come da 39 anni a questa parte, nel luogo dell’eccidio denominato ‘Piazza Vittime del Terrorismo’ si vuole celebrare il ricordo delle vittime che – nonostante non siano riusciti a impedire la presa di quei quattro fucili Beretta BM 59 e di quei due Garand – sono rimasti per sempre nel cuore dei cittadini.

2021-07-30T17:12:11+02:00