A Venezia78 presentato ‘Dune – Parte Uno’: cast stellare e grande attesa per l’anteprima mondiale

Il protagonista della terza giornata della kermesse - oltre 'Spencer' su Lady Diana - è il film diretto da Denis Villeneuve: "La sfida più grande? I capelli di Chalamet"

È uno dei film più attesi della 78esima Mostra del Cinema e questa sera sarà presentato ufficialmente al pubblico da un cast stellare. Il protagonista della terza giornata della kermesse – oltre ‘Spencer’ su Lady Diana – è ‘Dune – Parte Uno’, diretto da Denis Villeneuve (già alla regia di ‘Arrival’, ‘Blade Runner 2049’) con protagonisti Timothee Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgard, Dave Bautista, Sharon Duncan Brewster, Stephen McKinley Henderson, Zendaya, Chang Chen, David Dastmalchian, Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem.
Prodotto da Warner Bros. Pictures e da Legendary Pictures, la pellicola è l’adattamento cinematografico – diviso in due parti – dell’omonimo romanzo di fantascienza del 1965 di Frank Herbert. Nel 1984 a portarlo sul grande schermo è stato David Lynch con Kyle MacLachlan nei panni del protagonista Paul Atreides. “Quando l’ho letto da bambino mi ha subito colpito perché è un viaggio alla ricerca dell’identità passando attraverso un’altra cultura, la relazione con la natura e la sensazione di isolamento del protagonista”, ha raccontato Villeneuve in occasione della conferenza stampa. “Herbert ha scritto ‘Dune‘ negli Anni 60 ed ha fatto un ritratto del XX secolo ma è diventata una previsione di quello che sarebbe successo nel XXI. Il libro – ha proseguito il regista – è più attuale oggi rispetto a quando è stato pubblicato purtroppo”. Il rapporto tra religione e politica, ambiente a rischio, pericolo delle figure messianiche, l’effetto del colonialismo, le donne, l’intolleranza nei confronti di un’altra cultura e le paure dell’essere umano sono i temi al centro del film e per Villeneuve “le generazioni future ci giudicheranno per questo e credo che sia arrivato il momento di arrabbiarsi e imporre dei cambiamenti, è ora di agire.

L’ambiente, primo fra tutti, deve essere l’argomento principale perché è in gioco la nostra sopravvivenza”.Dune‘ – scritto dal regista insieme a Jon Spaihts ed Eric Roth – è il viaggio mitico di un eroe attraverso la storia di Paul Atreides (Chalamet), giovane brillante e dotato di talento, nato per andare incontro a un destino più grande della sua immaginazione. Suo padre, il duca Leto Atreides (Oscar Isaac), ha accettato la gestione del pericoloso pianeta di Arrakis, anche note come Dune, che rappresenta l’unica fonte della sostanza più preziosa dell’universo, ovvero ‘la spezia’, capace di liberare tutte le potenzialità della mente umana. Nonostante Leto sappia che l’offerta è parte di una complessa trappola creata dai suoi nemici, decide di partire per Arrakis, portando con sé la sua concubina Bene Gesserit Lady Jessica (interpretata da Rebecca Ferguson), il giovane figlio ed erede Paul, e i suoi più fidati consiglieri, tra questi Josh Brolin e Jason Momoa. Leto prende così il controllo di un’operazione di estrazione della spezia, resa pericolosa dalla presenza di enormi vermi delle sabbie. Un amaro tradimento, però, conduce Paul e Jessica dai Fremen, nativi di Arrakis (Javier Bardem e Zendaya) che vivono nel deserto più profondo e stanchi di essere sfruttati dalle altre popolazioni senza ricevere nulla in cambio. E tocca al giovane Atreides raggiungere il più pericoloso pianeta dell’universo per assicurare un futuro alla sua famiglia e al suo popolo. Solo coloro che trovano il modo di sconfiggere le proprie paure sopravvivono. Per Denis Villeneuve la sfida più grande “è stata affrontare i capelli di Timothee Chalamet perché sono vivi. Ho dovuto gestire il suo taglio di capelli”, ha raccontato divertito il regista. Ad accompagnare la storia ci sono le musiche di Hans Zimmer. “Ho voluto subito Hans per questo film. Quando gliel’ho proposto stavamo lavorando a ‘Blade Runner 2049’ e lui mi ha detto che è uno dei suoi sogni più grandi”, ha raccontato il regista. “Non aveva mai visto la versione di Lynch perché voleva che la sua mente fosse in un certo senso vergine. Lui – è riuscito a sperimentare nuovi suoni per uscire dalla sua comfort zone – ha proseguito – la pandemia lo ha costretto a trovare nuovi diversi modi di interagire con le scene. Questa è una colonna sonora femminile e che sottolinea la forza delle donne raccontata nel libro”.

2021-09-03T16:27:07+02:00