Simone Biles contro l’FBI al processo per violenze sulle atlete olimpiche

La ginnasta ha testimoniato in lacrime

16 Settembre 2021

“Non voglio che un’altra giovane ginnasta, un’altra atleta olimpica sperimenti l’orrore che centinaia di noi hanno provato a causa degli abusi di Larry Nassar. Le cicatrici di quanto accaduto continuano a vivere con ognuna di noi”. A pronunciare queste parole è stata di fronte alla commissione giustizia del Senato americano, Simone Biles, campionessa olimpica chiamata a testimoniare nell’indagine sull’ex medico della nazionale di ginnastica e sulle ‘mancanze’ dell’FBI. Colpevole di aver molestato sessualmente quasi 500 ragazze (Biles compresa), Nasser infatti, è già stato condannato a 176 anni di carcere. Ma nella vicenda, le colpe non sono solo del medico. Per Biles rei sono anche “l’FBI, la USAG (Usa Gymnastic) e l’ USOPC (Comitato olimpico e paralimpico americano)”.

Simone Biles: “Nasser ha perpetrato i suoi abusi per colpa del sistema”

“La colpa è di Larry Nasser ma anche del sistema che gli ha consentito di continuare a perpetrare i suoi abusi“, ha detto la ginnasta. E ancora, la Biles visibilmente commossa, ha aggiunto: “Sono una vittima di abusi sessuali e le circostanze che hanno portato a questo e hanno lasciato che continuassero sono direttamente legate al fatto che le organizzazioni create dal Congresso per proteggere me come atleta, non hanno fatto il proprio lavoro”. In aula accanto alla campionessa anche le colleghe Aly Raisman e McKayla Maroney.

 

2021-09-18T12:13:42+02:00