RECENSIONE| Il “disco peggiore” di Salmo non è un “Flop” ma neanche un colpo di fulmine

Fuori oggi il nuovo e atteso progetto del rapper sardo

1 Ottobre 2021

Lebon è tornato al mic sfidando ogni aspettativa che si era creata nei tre anni in cui è stato ‘assente’. Salmo è su tutte le piattaforme con l’atteso “Flop”. Un disco che lo stesso rapper, ironicamente sia chiaro, ha definito “il peggiore” della sua carriera. Lo è veramente? No, ma sicuramente richiederà più di un ascolto per affezionarcisi completamente (non è il colpo di fulmine scatenato da “Playlist”!).

Le collaborazioni

Diciassette le tracce e quattro le collaborazioni. Il trio delle meraviglie Noyz Narcos (in “Ghigliottina”), Marracash (in “La chiave”) e Gué Pequeno (in “Yhwh”); più la voce angelica di Shari (in “L’angelo caduto”). Ed è proprio quest’ultima traccia che è la metafora di tutto il progetto, a partire dalla copertina: una citazione de “L’angelo caduto” di Alexandre Cabanel, olio su tela datato 1868 che raffigura Lucifero nel momento esatto della sua caduta.

Salmo muore e risorge

Salmo muore e risorge più volte in “Flop” ricordando (anche e soprattutto a se stesso) che il fallimento è una paura che va attraversata, non temuta. E, forse, scendere agli Inferi non è poi una tragedia, al massimo un’esperienza di vita prima di rinascere. Ed è questo il filo conduttore tematico del disco, che esplode in “Vivo”, il monologo di Josafat Vagni (attore di “Mondocane”, “Dove cadono le ombre”, “Niente di serio”, “Meraviglioso Boccaccio”) e nella title track.

“Rappa così classico” Salmo, per citare il brano d’apertura “Antipatico”, e ricorda ai fan della prima ora gli inizi della sua carriera. La citazione al grande classico della sua produzione “Hellvisback” farà piacere a non pochi. Non si smentisce con le rime taglienti l’artista, non nascondendo un po’ di orgoglio: “Ma quando ho il mic in mano, Cristo, esplode l’antipanico”. Forse, un po’ sottotono le barre scritte per le due canzoni d’amore “Kumite” e “Marla”, che non hanno la potenza della hit “Il cielo nella stanza”.

In generale, il 37enne sardo dà voce ai reietti, agli esclusi, a chi ha fame di musica ma non di numeri. E, alla fine, il dialogo con Dio è inevitabile (in “A Dio”): lo cerca ma non lo trova e il sentirsi incompresi sembra rimanere la malattia del secolo.

Per questo, come canta in “Fuori di testa”, “Salmo è riapparso dal lato più oscuro e stavolta vi sveglia la mente dal sonno”. Un’operazione che il rapper, al secolo Maurizio Pisciouttu, mette in atto muovendosi tra rock ed elettronica. Tra chitarre distorte e batterie incalzanti.

Poco importa se “Flop” sarà definito “un disco brutto”, per Salmo “è ok”. Dopo una pandemia l’obiettivo era tornare con nuove canzoni, a prescindere dal loro risultato ma siamo sicuri che non sarà un flop!

2021-10-04T13:44:18+02:00