Al via corsi del Sant’Anna di Pisa su merito e mobilità sociale

Rivolti a 100 studenti delle superiori

progetto Me.mo. sant'anna pisa

Comincia oggi e andrà avanti sino a giovedì il primo dei tre corsi residenziali del Sant’Anna di Pisa rivolto a 100 studenti delle superiori. Il progetto Me.mo. (merito e mobilità sociale) realizzato in collaborazione col ministero dell’Istruzione ha l’obiettivo di orientare studenti, selezionati secondo criteri meritocratici, al percorso universitario mediante una full immersion di tre giorni con la frequentazione di lezioni universitarie, seminari, visite ai laboratori e mediante anche la realizzazione di attività insieme alle allieve e agli allievi del Sant’Anna, della scuola Normale e dei collegi universitari di merito.

Me.mo., spiega alla Dire Paolo Trametta, coordinatore del progetto, “ha una durata annuale ed è rivolto, complessivamente, a 360 studenti delle scuole superiori, delle classi quarte, figli di non laureati, provenienti da tutta Italia. L’obiettivo della scuola e del progetto è di orientare questi ragazzi che vengono da background socio-economici e familiari che non sono stati vicini all’università. La nostra volontà è di orientarli a proseguire gli studi in una dimensione di approfondimento come quella universitaria”.

Chiaramente, aggiunge, “non è semplice, perché la narrazione di questi tempi è spesso che è meglio lavorare subito, che alla fine l’università non serve così tanto o che ci sono poche risorse economiche da parte delle famiglie per sostenere il percorso. Durante il nostro corso intensivo vogliamo dare agli studenti degli strumenti per saper cercare anche dei fondi da fondazioni private o bandi pubblici e spiegare anche come funziona la galassia universitaria, che non sempre è semplice“. Il varo dei corsi viene arricchito dalla visita istituzionale del ministro ai Rapporti col Parlamento, Federico D’Incà, che ringrazia il Sant’Anna “per l’esempio che sta dando attraverso i progetti di merito di mobilità sociale che sono anche nella giornata di oggi un momento importante di confronto”.

L’Italia, evidenzia il ministro, “è un Paese che secondo l’Ocse non ha questa capacità di riuscire a far sì che vi sia un cambio, una scalata da parte di chi si trova attualmente nella parte più bassa della società. Nostro compito è riuscire a far sì che vi sia questa possibilità nel lungo periodo e momenti di confronto come quello di oggi ci danno la possibilità di spiegare alcuni temi e consentono ai giovani di confrontarsi con realtà importanti del nostro Paese per costruire il futuro”.

2022-05-10T13:49:11+02:00