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2015, un anno nello Spazio [VIDEO]

Nell’anno in cui il telescopio spaziale Hubble ha festeggiato un quarto di secolo e la Stazione spaziale internazionale ha spento diciassette candeline, la ricerca e le esplorazioni oltre l’atmosfera terrestre sono state inarrestabili. Il 2015 è stato l’anno del primo caffè bevuto nello Spazio, quello in cui abbiamo visto il volto di Plutone a distanza ravvicinata e abbiamo avuto la conferma che su Marte c’è acqua salata allo stato liquido. Ma non solo: nel 2015 abbiamo anche dato l’addio alla missione Messenger e aperto la strada verso il futuro dei trasporti spaziali con rientro a Terra grazie all’Intermediate Experimental Vehicle, conosciuto anche come il ‘mini-shuttle’ del Vecchio Continente.Era l’11 febbraio quando ha effettuato la sua prima missione di prova con successo. Un’ora e trentotto minuti per dimostrare che è possibile volare nello Spazio e poi tornare a Terra recuperando il velivolo. A lanciare IXV, il cui principale contributore è l’Italia, è stato un altro gioiello del made in Italy, il vettore leggero Vega. E’ questo un primo passo importante verso un notevole progresso tecnologico che permetterà enormi risparmi.

Il versante della scienza ha salutato, nel 2015, anche il debutto di una ‘trappola’ per la materia oscura: si tratta dell’esperimento XENON1T, nato nel cuore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare (Infn) grazie a una ricca collaborazione internazionale. L’esperimento mira a individuare l’interazione della materia oscura con quella ordinaria affidandosi a un rivelatore potente e raffinato, che funziona grazie alla sua immersione nello Xenon, gas nobile ultrapuro. Tutto in un ambiente quanto più possibile schermato dalle radiazioni e dai raggi cosmici, verso cui la corazza principale è costituita dalla rassicurante solidità di 1400 metri di spessore di roccia del Gran Sasso.



Il 2015 nello spazio, per l’Italia, ha avuto un simbolo di eccellenza: Samantha Cristoforetti, la prima donna tricolore a volare sulla Stazione spaziale internazionale grazie alla missione ‘Futura‘. Missione che ha fatto di lei la donna dei record. Astrosamantha grazie ai suoi 199 giorni in orbita è diventata l’astronauta Esa con il periodo più lungo di permanenza a bordo. Un periodo intenso, in cui si è cimentata con decine di esperimenti. Quello che è rimasto nel cuore del grande pubblico è italianissimo: è stata lei la prima persona a sorseggiare un vero caffè espresso fuori dai confini terrestri. E’ successo grazie a ISSpresso, un prodotto interamente italiano, realizzato da Argotec con il supporto di Lavazza e in partenariato con l’Agenzia spaziale italiana (Asi). L’obiettivo principale è quello di dimostrare la corretta funzionalità di un sistema a capsule in assenza di peso, offrendo allo stesso tempo la possibilità di migliorare il benessere dell’equipaggio. Cristoforetti, una volta tornata a Terra, ha anche affrontato il post flight tour che l’ha portata in tutto il Paese, da Nord a Sud, a raccontare a studenti e appassionati la sua esperienza spaziale.

Il momento più emozionante degli ultimi dodici mesi nello spazio è stato forse quello del primo faccia a faccia con Plutone. Il 2015 è stato il suo anno: la sonda della
Nasa New Horizons si è spinta fino ai limiti del Sistema solare per incontrare questo misterioso pianeta nano che mai prima d’ora aveva mostrato il suo volto. Una catena fatta di giganti di ghiaccio, un canyon profondo nove chilometri su Caronte e una bizzarra luna di ghiaccio a forma di patata sono le prime storiche novità che abbiamo acquisito grazie alla sonda partita nove anni fa. Ora che è fine anno stanno arrivando una valanga di dati estrapolati dalle immagini spedite da New Horizons a cui gli scienziati si dedicano per ricavare informazioni sul passato geologico del lontano Plutone, districandosi tra vulcani di ghiaccio e bombardamenti di meteoriti avvenuti in un tempo lontanissimo. Plutone continua a parlare, noi restiamo in ascolto.
Restando all’interno del Sistema solare, il 2015 è stato un anno di osservazione attenta di Marte. A settembre è arrivato lo storico e attesissimo annuncio della Nasa: “C’è acqua allo stato liquido”. Questo è il segnale che ci dice che è possibile che Marte sia abitabile. Ne sapremo di più a partire dal 2016, La grande sfida sarà affrontata anche grazie alla missione europea ExoMars. La missione verso Marte è modulata in due tappe: la prima nel 2016, la seconda nel 2018. L’anno prossimo l’obiettivo da raggiungere è quello di mappare Marte e di far scendere sulla sua superficie il lander Schiaparelli. Nel 2018, invece, la missione si concentrerà sulla ricerca di elementi legati alla vita. Sarà l’Italia a portare su Marte un trapano in grado di perforare il terreno in profondità.

Insomma, ci lasciamo alle spalle un anno ricco e pieno di emozioni dallo spazio, ma andiamo incontro a un futuro ancora più attivo e appassionante.