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Giove sta cambiando: nuovi misteri nelle spettacolari immagini di Hubble

ROMA – Si sta ritirando, ma non senza combattere.
Nuovi scatti stupefacenti di Giove catturati dal telescopio spaziale Hubble rivelano che la Grande Macchia Rossa, una tempesta enorme circa due volte il diametro della Terra, sta rallentando la velocità di restringimento.
La NASA ha utilizzato le nuove immagini per creare un video mozzafiato in 4k che mostra il sorprendente cambiamento dell’atmosfera di Giove.
Le immagini, prese in un periodo di 10 ore, hanno creato due mappe di tutto il pianeta, permettendo agli scienziati di misurare le velocità dei venti diel gigante del sistema solare, e di identificare diversi eventi nella sua atmosfera, tenendo traccia delle modifiche negli strati esterni del pianeta.

La Grande Macchia Rossa, “marchio di fabbrica” di Giove, è stata studiata per circa 300 anni.
Da qualche tempo, gli sicenziati hanno visto che la tempesta infinata si è ridotta, anche se negli ultimi tempi ad un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti.
Le nuove immagini mostrano come la macchia sia circa 240 chilometri più piccola di quanto non fosse nel 2014.
Inoltre, la macchia sembra essere sbiadita: dal rosso nel corso degli anni è diventata quasi arancione.

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Oltre alle variazioni di dimensioni, Hubble ha anche individuato un filamento insolito che attraversa quasi tutta la lunghezza del punto “attorcigliandosi”.
Attraverso la sequenza di 10 ore di immagini, si muove e si trasforma a causa dei venti che raggiungono circa i 540 chilometri all’ora.

Il punto non è l’unica “star” nello spettacolo di Giove.
Appena a nord dell’equatore del pianeta, i ricercatori hanno identificato un’onda rara che era stata vista in passato solo una volta.
La missione Voyager 2, lanciata nel 1977, individuò una struttura simile che era appena visibile.
Da allora, la mancanza di altre caratteristiche simili ha portato gli scienziati a pensare alla struttura ondata come un colpo di fortuna.

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La struttura individuata da Hubble si trova in una zona piena di cicloni e anticicloni.
Sulla Terra, strutture simili, conosciute come le onde barocline, possono apparire nell’atmosfera quando si stanno formando i cicloni.

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Le nuove mappe di Giove sono le prime create dal programma outer Planet Atmospheres Legacy (OPAL), per studiare i pianeti esterni.
Nettuno e Urano sono già stati osservati; le loro mappe verranno inserite negli archivi pubblici nel prossimo futuro.
Anche Saturno sarà ripreso e aggiunto.
La collezione aiuterà gli scienziati a comprendere meglio non solo come funzionano le atmosferedei pianeti esterni, ma anche quella della Terra e dei pianeti al di fuori del sistema solare.