spazio e scienza

Albert Einstein: cento anni fa formulava la teoria sulla relatività

Einstein

In fisica con teoria della relatività, o semplicemente relatività, si intendono in generale le trasformazioni matematiche che devono essere applicate alle descrizioni dei fenomeni fisici nel passaggio tra due sistemi di riferimento in moto relativo tra loro, secondo il principio di relatività.

L’espressione è usata anche nel linguaggio comune per riferirsi alle teorie della relatività ristretta o della relatività generale di Einstein, in quanto esempi più noti del principio di relatività. CLICCA QUI’ per il documento ufficiale

albert einstein

(Foto: Ullstein Bild/Getty Images)

Albert Einstein (Ulma, 14 marzo 1879 – Princeton, 18 aprile 1955) è stato un fisico e filosofo tedesco naturalizzato svizzero e statunitense.

Oltre a essere uno dei più celebri fisici della storia della scienza, che mutò in maniera radicale il paradigma di interpretazione del mondo fisico, fu attivo in diversi altri ambiti, dalla filosofia alla politica, e per il suo apporto alla cultura in generale è considerato uno dei più importanti studiosi e pensatori del XX secolo.


Nel 1915, Einstein propose una teoria relativistica della gravitazione, denominata relatività generale, che descriveva le proprietà dello spaziotempo a quattro dimensioni: secondo tale teoria la gravità non è altro che la manifestazione della curvatura dello spaziotempo. Einstein dedusse le equazioni del moto da quelle della relatività speciale valide localmente nei sistemi inerziali; dedusse inoltre il modo in cui la materia curva lo spaziotempo imponendo l’equivalenza di ogni possibile sistema di riferimento (da cui il nome di “relatività generale”). In particolare, il potenziale gravitazionale newtoniano viene reinterpretato come l’approssimazione, per campo debole, della componente temporale del tensore metrico: da questo discende il fatto che il tempo scorre più lentamente in un campo gravitazionale più intenso. Alla pubblicazione, la teoria venne accolta con scetticismo da parte della comunità scientifica, perché derivata unicamente da ragionamenti matematici ed analisi razionali, e non da esperimenti od osservazioni.

intelligenza Albert Einstein

Nel 1917 mostrò il legame tra la legge di Bohr e la formula di Planck dell’irraggiamento del corpo nero. Nello stesso anno introdusse la nozione di emissione stimolata, che sarebbe poi stata applicata alla concezione del laser.

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Nel 1919 le predizioni della relatività generale furono confermate dalle misurazioni dell’astrofisico Arthur Eddington effettuate durante un’eclissi solare, che verificarono che la luce emanata da una stella era deviata dalla gravità del sole. Le osservazioni ebbero luogo il 29 maggio del 1919 a Sobral, in Brasile, e nell’isola di Príncipe, nello Stato di São Tomé e Príncipe.


La Teoria Generale della Relatività era stata pubblicata nel 1916 dopo che nel novembre dell’anno precedente lo scienziato l’aveva presentata davanti all’Accademia prussiana delle Scienze. Questa nuova teoria allargava alla geometria e al principio di Gravità, i risultati della Teoria della Relatività Ristretta raggiunti da Albert Einstein nel 1905 e che avevano messo definitivamente in crisi i cardini della fisica di Galileo e Newton fondati sull’assolutezza dello Spazio e del Tempo e sull’irrilevanza della situazione dell’osservatore rispetto ai fenomeni osservati. Per capire in modo intuitivo i fondamentali della Teoria della Relatività Ristretta Ryan Chester, uno studente di diciotto anni, ha realizzato l’anno scorso questo video premiato con 400,000 dollari e diventato in pochi mesi popolarissimo:


Einstein: teoria della relatività