fotogallery

Ma quanto è bello Giove! Le foto mozzafiato della NASA del più “vecchio” pianeta del Sistema Solare

ROMA – Giove mai così bello nelle foto spettacolari della NASA.
Forse la Terra ha trovato un degno rivale, almeno in termini di bellezza.
Il pianeta più grande e, secondo nuovi studi, più vecchio del Sistema Solare mai così vicino grazie alla missione Juno.
Finalmente le osservazioni ravvicinate di Giove hanno permesso di scoprire non solo grandi misteri gioviani in termini scientifici, ma anche una sorprendente bellezza planetaria, fino ad oggi sconosciuta.
Con le sue incredibili tempeste, turbini più grandi della Terra che ricoprono i poli del pianeta, le fasce orizzontali dei sistemi nuvolosi e la sua iconica Grande Macchia Rossa, Giove è uno spettacolo per gli occhi.

<
>

Giove, il re del Sistema Solare

Quinto pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole, ma primo in grandezza, Giove è un mondo gassoso pieno di misteri.
Conosciuto dall’umanità fin dai tempi antichi, ha contribuito a cambiare la nostra conoscenza dell’Universo nel 1610, quando Galileo Galilei individuò le quattro grandi lune, Io, Europa, Ganymede e Callisto. Fu la prima volta, infatti, che furono osservati corpi celesti in orbita intorno ad un oggetto diverso dalla Terra, a sostegno della visione copernicana che la Terra non era il centro dell’universo.

Ma col tempo abbiamo appreso una conoscenza straordinaria: Giove è circondato da almeno 65 lune, di cui Ganimede la più grande (in realtà è anche più grande di Plutone e Mercurio), quasi fosse un Sistema Solare in miniatura.

Giove è il pianeta più massiccio del nostro Sistema Solare, più di due volte massiccio di tutti gli altri pianeti messi insieme.
Se avesse avuto circa 80 volte più massa di quella attuale, sarebbe diventato una stella invece di un pianeta.

La sua più iconica caratteristica, La Grande Macchia Rossa, altro non è che una tempesta di uragani gigantesca, tre volte il diametro della Terra.
Il suo bordo ruota in senso antiorario intorno al suo centro ad una velocità di circa 225 km/h.
Il colore della tempesta, che di solito varia da rosso a leggermente bruno, può derivare da piccole quantità di zolfo e fosforo nei cristalli di ammoniaca nelle nuvole di Giove.
La macchia cresce e si riduce nel tempo, e ogni tanto, sembra svanire completamente.

La sonda Juno della NASA volerà direttamente sopra la Grande Macchia Rossa nel prossimo flyby previsto l’11 luglio.