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Kepler scopre 10 pianeti simili alla Terra: l’annuncio della NASA

pianeti simili alla terraROMA – Sono 219 i nuovi mondi scoperti dal telescopio spaziale Kepler: 10 di questi sono pianeti simili alla Terra e nella cosiddetta zona abitabile.
Con questo annuncio la NASA presenta i nuovi risultati della missione, un censimento “cosmico” della Via Lattea durato 4 anni che ha scovato un totale di 4.034 mondi.
“La ricerca di pianeti è la ricerca della vita”, ha detto Natalie Batalha, scienziato della missione Kepler del centro di ricerca di Ames della NASA. “Questi risultati saranno la base per le ricerche future della vita”.

I pianeti simili alla Terra

La nuova lista è la versione più completa e dettagliata di candidati esoplaneti (mondi al di fuori del nostro Sistema Solare) dai primi quattro anni di raccolta dati di Kepler.
È anche il catalogo finale della vista spaziale della zona del cielo nella costellazione di Cygnus.

Con il rilascio di questo catalogo, derivato da dati pubblicamente disponibili sul NASA Exoplanet Archive, ora sono presenti 4.034 candidati pianeti identificati da Kepler.
Di questi, 2.335 sono stati verificati come esopianeti.
50 pianeti sono candidati a mondi simili alla Terra, con più di 30 confermati.

Kepler a caccia di esopianeti

Per trovare i pianeti, Kepler utilizza il metodo di transito: il telescopio spaziale ha tracciato le stelle per un lungo periodo di tempo in modo che gli scienziati avrebbero potuto identificare la variazione di luminosità per un breve periodo, cosa che suggerirebbe il transito di un pianeta.

Per determinare quali delle 200.000 stelle osservate da Kepler hanno un sistema planetario, i dati sono passati attraverso un intenso processo di verifica.
Così sono stati trovati circa 34.000 segnali e, dopo l’analisi dettagliata, il totale è sceso a circa 4.000 candidati, di cui 50 di dimensioni terrestri e nella zona abitabile.

La divisione

Inoltre, dai dati di Kepler emerge che nella Via Lattea prevalgono due tipi di pianeti: quelli rocciosi fino a 1,75 volte la dimensione della Terra e mondi gassosi mini-Nettuno, che sono dalle 2 alle 3,5 volte la dimensione della Terra.

“Questa è una nuova divisione importante nell’albero familiare degli esopianeti, un po’ analogo alla scoperta che i mammiferi e le lucertole sono rami separati sull’albero della vita”, ha dichiarato Benjamin Fulton, ricercatore presso l’Università delle Hawaii di Manoa e autore principale sullo studio.

Quella forte divisione proviene probabilmente dal processo di formazione del pianeta.

I nuclei rocciosi dei pianeti si formano da pezzi più piccoli, e poi la gravità del protopianeta attira l’idrogeno e l’elio.

Circa la metà di questi pianeti assume una piccola quantità di idrogeno e di elio che “gonfia” le loro dimensioni, permettendo loro di “saltare il divario” e di unirsi alla popolazione più vicina alla dimensione di Nettuno.

Tuttavia, i pianeti più vicini alla stella affermano Fulton, per motivi che gli scienziati non capiscono ancora, possono soffrire di una battuta d’arresto nel processo di formazione che li rende grandi mondi rocciosi, chiamati anche Super-Terre.
La loro atmosfera può essere bollente se la stella è troppo vicina o anche inesistente.

Occhi su KOI-7711

Nella nuova lista presentata, particolare interesse è per KOI-7711, candidato ad essere un papabile fratello della Terra in base alla sua dimensione e alla sua distanza dalla sua stella.
“KOI” sta per “oggetto Kepler di interesse”. E’ ancora troppo presto per dire se KOI-7711 è veramente un gemello del nostro pianeta, con un’atmosfera simile e acqua liquida.

Il futuro della missione

Finora le missioni di Kepler hanno identificato più di 4.000 pianeti candidati.
L’ultimo grande gruppo della missione K2 di Kepler è arrivato nel luglio 2016 con l’annuncio di oltre 100 nuovi esopianati. Finora, gli scienziati della NASA hanno utilizzato Kepler per identificare circa 50 pianeti di dimensioni terrestri nelle “zone abitabili” delle loro stelle, dove non è troppo caldo e non troppo freddo.

Le scoperte di Kepler hanno suscitato speranze di trovare pianeti simili alla Terra, ma spesso le aspettative sono state deluse.

L’esplaneta Kepler-438b, ad esempio, sembrava un emozionante candidato per ospitare la vita, ma nel 2015 gli scienziati hanno annunciato che era effettivamente inabitabile.

Kepler è stato lanciato nel 2009, ma il suo tempo è limitato.
La NASA sta lavorando al Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS), che dovrebbe essere lanciato nel 2018 per una nuova missione di caccia agli esopianeti.