spazio e scienza

Spedizione su Marte rimandata, per la Nasa è una questione di soldi

Spedizione su MarteROMA – Spedizione su Marte rimandata per problemi di budget. La notizia, che ha fatto in poche ore il giro del web, arriva direttamente dalla Nasa. Troppo costoso approntare un piano di superficie, meglio puntare alla Luna.

Spedizione su Marte rimandata

Non c’è quindi una vera e propria data ipotizzabile per pensare ad una spedizione sul Pianeta Rosso. Marte e i marziani possono attendere. È una questione di budget. I soldi per la tecnologia necessaria non ci sono. A dirlo è stato William Gerstenmaier, in occasione del Propulsion Energy Forum organizzato ad Atlanta dall’Istituto americano di aeronautica e astronautica (AIAA). “Non posso stabilire una data per l’uomo su Marte” ha detto Gerstenmaier, rispondendo a una domanda in sala. “La motivazione è il budget che, anche se è aumentato del 2%, non consente di sviluppare i sistemi di superficie adatti al Pianeta Rosso. L’ingresso, la discesa e l’atterraggio su Marte rappresentano una vera sfida”. Le fasi per un spedizione di superficie sono estremamente delicate e la tecnologia ha il suo presso. Il responsabile della Nasa ha, infatti, spiegato che se i rover atterrati finora su Mare pesano circa una tonnellata per trasportare una spedizione umana dovranno pesare almeno 20 volte di più. “Macchine” dal costo, al momento, che supera qualunque budget ipotizzato. Resta poi l’incognita tecnologica: usare una retropropulsione supersonica o ipersonica? Domande e problemi senza risposta che allontanano la data di una possibile esplorazione marziana.

Spedizione su Marte rimandata, Luna più abbordabile

Ma la Nasa non ferma del tutto le proprie attività. Se per il Pianeta Rosso, con tutte le sue incognite, non ci sono soldi a sufficienza, ecco rispuntare la Luna. Per il satellite terrestre ci sono più possibilità (e soldi) di ipotizzare la costruzione di una stazione lunare. Con il programma “Deep Space Gateway – conclude infine William Gerstenmaier – potremmo essere in grado di supportare un vasto programma di superficie”. C’è poi l’alternativa fondi privati. Con l’aiuto di fondi provenienti da aziende private interessate alle spedizioni spaziali tutto potrebbe tornare in gioco anche l’orizzonte marziale del 2030.