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Calci e pugni allo squalo bianco, così si è salvato un surfista

ROMA – Calci e pugni allo squalo bianco, così si è salvato il surfista 37enne Marcel Brundler nelle acque australiane di Cathedral Rock. La sua una grande dimostrazione di forza e, soprattutto, di sangue freddo.

Calci e pugni allo squalo bianco, la vittoria del surfista per KO

Tutto è bene quel che finisce bene, recita un vecchio adagio. Un motto che sposa bene la terribile avventura di Marcel Brundler il surfista che passerà alla storia per aver vinto per KO tecnico il suo personale incontro con il grande squalo bianco. Ring della strana contesa le acque antistanti la spiaggia di Cathedral Rock presso Lorne, a circa 140 km a sudovest di Melbourne. Doveva essere una giornata come tante per Brundler. Un mare stupendo, le onde giuste per surfare e i delfini a fare da comparse. Poi il cambiamento repentino della situazione. Tra i giochi festosi dei mammiferi marini è spuntata una pinna inquietante, quella di un grande squalo bianco di circa tre metri.

Surfista e squalo, lo scontro

Per tre volte lo squalo ha provato a prendere il surfista, azzannando e nuotando in maniera compulsiva. “A un certo punto mi aveva nelle sue fauci”, ha spiegato il surfista ad una radio locale. “Gridavo e tiravo pugni mentre mi attaccava. Ho sentito le sue zanne sull’anca e cercava di tirarmi giù con tutta la tavola, ho trovato la sua saliva sulla muta. Io gridavo e lo colpivo più forte che potevo e alla fine ha mollato, ma non voleva andarsene”. Alla fine il più temibile degli assassini marini ha capito di aver trovato pane per i suoi denti e ha mollato la presa. Una provvidenziale onda ha fatto poi il resto permettendo a Marcel Brundler di raggiungere la riva. Per la polizia accorsa sul posto si è trattato di un vero miracolo visto che, al termine dello scontro, ad essere state danneggiate sono state solo la muta e la tavola da surf, ormai entrambe inservibili.