Marte: da CaSSIS spettacolari crateri e tramonti grazie al Made in Italy dello spazio

Marte così non l'avevamo mai visto. Le immagini inedite scattate dallo strumento Cassis. Ce ne parlano: Barbara Negri - ASI e Gabriele Cremonese - INAF di Padova

Le immagini inedite scattate dallo strumento Cassis, Colour and Stereo Surface Imaging System, sono state svelate nel corso di un workshop organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana mostrano il pianeta rosso in una veste totalmente nuova ed inaugurano l’iniziativa di rilascio di un’immagine inedita a settimana. Grazie alle foto scattate da Cassis si potranno ricreare immagini tridimensionali che saranno utili per una analisi morfologica della superficie marziana.

Cassis è una camera realizzata per acquisire immagini ad alta risoluzione di Marte ed è uno degli strumenti di bordo del Trace Gas Orbiter (TGO) della missione Esa Exomars 2016, in orbita intorno al pianeta rosso dall’ottobre di due anni fa.

Il progetto è stato coordinato da Nicolas Thomas dell’Università di Berna in Svizzera, Cassis è un progetto internazionale realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l’industria italiana, in particolare Leonardo che ha fornito il cuore optronico. Responsabile nazionale del programma è Gabriele Cremonese dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Padova.

“Le immagini ottenute dalla camera stereo Cassis mostrate durante l’evento, sono inedite in termini di risoluzione spaziale e sono- ha commentato Barbara Negri, responsabile dell’Unità esplorazione e Osservazione di Padova ha realizzato un software unico che permette di generare immagini 3D del suolo marziano partendo dell’acquisizione di coppie stereo ottenute della camera. Altra qualità unica per lo strumento Cassis è l’estensione delle immagini, che è di 10 km perpendicolarmente alla direzione di moto. Il lavoro che sta svolgendo il team scientifico italiano su Cassis, dimostra la grande capacità dell’Italia di svolgere un ruolo di leadership nell’analisi dei dati scientifici di Marte”.

Cassis ha osservato i siti che sono stati identificati come potenziali fonti di gas ‘traccia’, studiando i processi dinamici di superficie, ad esempio la sublimazione, i processi di erosione e il vulcanismo, che potrebbero contribuire alla formazione dei gas atmosferici. Lo strumento verrà utilizzato anche per individuare potenziali siti di atterraggio valutando le pendici locali, le rocce e altri possibili pericoli. Grazie ad un meccanismo di rotazione, lo strumento è in grado di acquisire immagini in configurazione stereoscopica, consentendo così una ricostruzione tridimensionali della superficie del pianeta.

La camera è a bordo della sonda TGO in orbita intorno a Marte, parte della missione ExoMars 2016. L’orbiter avrà anche il compito di effettuare le attività di comunicazione via Terra durante la missione del 2020, quando sul Pianeta rosso arriverà un rover che avrà il compito di analizzare, tra l’altro, il sottosuolo del pianeta con un drill, capace di perforare fino a due metri di profondità, ideato e realizzato grazie al contribuito della ricerca e dall’industria italiana.

“Lo strumento Cassis e’ nato in un modo un po’ strano, nel 2010 doveva essere responsabilita’ della Nasa, ma due anni dopo gli americani hanno deciso di non voler piu’ supportare Exomars”. Cosi’ Gabriele Cremonese, dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Padova, racconta le origini della
camera che ha scattato fotografie inedite di Marte.

“Dovevamo realizzare questa camera in Europa, il responsabile Nicolas Thomas cercava un aiuto e noi siamo subentrati”, aggiunge Cremonese a margine del convegno ‘Cassis: Marte come non l’avete mai visto’, organizzato questa mattina dall’Agenzia spaziale italiana presso la propria sede romana.

“Abbiamo fornito a Cassis il rivelatore che avevamo gia’ pronto per Symbiosis, lo strumento a bordo di Bepi Colombo, e l’esperienza che abbiamo acquisito noi in Italia nel realizzare questo rivelatore e’ stata molto importante per Cassis. Cio’ significa che abbiamo inserito il nostro sistema di acquisizione stereo e questa situazione ci ha permesso di ‘testare’ il rivelatore e apprezzarne la qualita’ e la nitidezza delle immagini”.

Cassis per scattare quelle immagini, a 400 chilometri dal pianeta rosso, ha dovuto aspettare il momento opportuno visto che su Marte ci sono spesso tempeste di sabbia. “Quando ci sono le tempeste noi dall’alto non vediamo niente- conclude Cremonese- siamo come un aereo che viaggia sopra le nuvole, abbiamo dovuto spengere Cassis attendendo che si diradassero”.

“Stiamo dimostrando che c’e’ una capacita’ italiana unica in Europa: le missioni simili ancora oggi in corso, come I-Rise, non hanno le nostre stesse performance, sia per quanto riguarda lo strumento a bordo di Cassis, sia per la successiva elaborazione delle immagini per creare mappe in 3D”.


Lo ha dichiarato Barbara Negri a margine del workshop ‘Marte come non l’avete mai visto’, organizzato dall’Asi presso la propria sede romana. “La creazione della terza dimensione dalle immagini scattate e’ un lavoro unico e infatti sono in molti a invidiarcelo.

Il prossimo obiettivo e’ Exomars 2020: una missione scientificamente molto ambiziosa in cui l’Europa portera’ per la prima volta un rover carico di strumenti, ma soprattutto un drill, un
penetratore, che scavera’ a due metri di profondita’ per prelevare campioni che- conclude Negri- verranno analizzati in loco dagli strumenti a bordo del rover”.