Anche i Ferragnez tra i neologismi del 2018 di Treccani

La parola-macedonia registrata nel Libro dell’anno Treccani
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Se è vero che verba volant, scripta manet, dei Ferragnez si parlerà anche in futuro. O, almeno, si leggerà. La parola-macedonia, lanciata nel 2018 in riferimento alla coppia Chiara Ferragni e Fedez, è nel “Libro dell’anno”, la raccolta dei neologismi del 2018 edita da Treccani.

La parola nasce dall’incastro tra i nomi propri (Chiara) Ferragn(i) e (Fed)ez, ed è diventata trend mondiale in corrispondenza delle nozze del rapper e dell’influencer il 1 settembre 2018.

Al contrario dei Ferragnez, il neologismo “sarrismo” (la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri) dopo le ultime sconfitte pesanti subite dal Chelsea, squadra attualmente allenata dal tecnico toscano, rischia di avere vita breve.

E se tra le parole assurte agli onori della cronaca nel corso del 2018 e registrate dal volume edito dalla Enciclopedia Italiana non possono non far sorridere orgasmometro («test medico per misurare le caratteristiche e l’intensità del piacere sessuale femminile») e sex doll («bambola al silicone, con impianto di intelligenza artificiale, destinata al piacere sessuale dell’utente»), un’altra menzione spetta di diritto alla locuzione spread delle parole o spread verbale («6 miliardi in due anni: il costo dello spread delle parole», nextquotidiano.it, 14 settembre 2018) il cui significato si spera sia sempre più chiaro a molti nostri politici: “l’effetto negativo di aumentare la volatilità su Borse e titoli di Stato italiani provocato dalle dichiarazioni contraddittorie di esponenti della maggioranza governativa in tema di politica economico-finanziaria”.

Tra i neologismi registrati nel 2018 dalla Treccani figurano anche parole riferite a pagine nere della cronaca nostrana.
Ne è un esempio “viadotticidio”,in senso figurato, il procurato crollo di un viadotto e, soprattutto, la conseguente tragedia delle vite umane perse, coniato da Massimo Gramellini a seguito del crollo del ponte Morandi di Genova.
Il giornalista scriveva il 14 agosto 2018 su corriere.it: “Dello scarno comunicato che Autostrade per l’Italia ha ritenuto di dedicare al viadotticidio di Genova (il riferimento è chiaramente al crollo del ponte Morandi) colpisce anzitutto l’assenza di umanità. Neanche un pensiero per le vittime, una frasetta raccattabile dal prontuario delle condoglianze”. 

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