Esero arriva in Italia: dai banchi allo spazio

Esero arriva in Italia: dai banchi allo spazio

La rivoluzione arriva tra i banchi delle scuole italiane. Cambia il modo di insegnare le materie scientifiche: lo scopo è renderle meno ostiche e rivelarne tutto il fascino grazie a una didattica innovativa che mette al centro lo Spazio. Il progetto si chiama Esero (European Space Education Resource Office) ed è nato nel lontano 2006 da un’idea dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Arriva in quest’anno scolastico anche nelle nostre scuole primarie e secondarie grazie all’Agenzia spaziale italiana, che ha indetto un bando vinto dall’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali, che lavorerà fianco a fianco con Cnr e università Sapienza. Sono proprio loro, gli insegnanti, i primi protagonisti di questa novità.

Il primo passo è formare loro, dando strumenti nuovi per cambiare l’approccio con gli alunni e trasmettere le conoscenze delle materie Stem, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, in maniera molto più coinvolgente.

Un augurio speciale agli studenti italiani e’ arrivato dall’astronauta Luca Parmitano, impegnato in Russia per la preparazione alla missione Beyond. “Per raggiungere i vostri obiettivi dovete lavorare con impegno e passione- ha detto in un videomessaggio- non esistono scorciatoie. Dovete studiare le scienze, divertendovi”.



Nel 2019 saranno formati 35 professionisti che avranno il compito di preparare circa 200 insegnanti in tutta Italia, i quali veicoleranno lo Spazio in classe per promuovere le materie Stem.

Jan Wörner – direttore generale Esa
Noi formiamo gli insegnanti. Sono loro che così potranno educare i giovani, facendo in modo che siano ispirati per il futuro, affinché trovino la loro strada. Quello di cui abbiamo bisogno è proprio rafforzare la loro ispirazione. Non siamo noi a dargli la verità, sono loro a svelarla– ha commentato il direttore generale dell’Esa, Jan Wörner. Se sono ispirati gli insegnanti, possono ispirare i giovani. Io sono convinto che Esero avrà un grande successo in Italia”.

Le materie scientifiche spesso intimoriscono gli alunni, ma non è l’unico problema connesso al loro insegnamento. Esiste infatti un gap di genere, che Esero punta a superare.

Annalisa Terracina, manager Esero Italia
Abbiamo il sostegno del Dipartimento Pari Opportunita’ per realizzare progetti dedicati allo studio delle Stem da parte di bambine e ragazze– spiega Annalisa Terracina, docente al liceo Pascal di Roma e manager di Esero Italia. “Teniamo anche molto al role play, e per questo molte persone che lavorano in Esero sono donne”. “Stamattina sul palco c’erano sei donne di Asi” davanti agli studenti, sottolinea Terracina. “Anche nello Spazio c’e’ posto per bambine e ragazze, e noi le supporteremo“.

Piero Benvenuti, commissario straordinario Asi
Esero e’ un “progetto veramente importante. Gli esperimenti che si proporranno devono essere belli, piacevoli e sfidanti, ma al tempo saranno utilizzati per migliorare la capacita’ di ragionamento, quella di apprendimento e l’esperienza. Il progetto è importante e interessante, ed è interessante che si rivolga innanzitutto agli insegnanti”, commenta il commissario straordinario dell’Asi, Piero Benvenuti.

L’idea attorno a cui ruota Esero è che siano principalmente le materie scientifiche quelle che ci aiuteranno a risolvere i problemi della Terra, saranno loro a tracciare la strada del futuro del pianeta. Le domande sono quelle di sempre: da dove veniamo e dove andremo a finire. Forse le risposte potranno arrivare già tra pochi anni.

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it