Il mistero del mostro di Loch Ness: fatti e curiosità sul mito di Nessie

Il mistero del mostro di Loch Ness: fatti e curiosità sul mito di Nessie

La leggenda moderna è nata il 2 maggio del 1933
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Delle centinaia di creature misteriose che abitano i laghi del mondo, ce n’è una che le eclissa tutte: il mostro di Loch Ness.
Per alcuni è solo un mito, per altri è un dinosauro vivente o addirittura un serpente marino.
Vero o falso che sia, “Nessie” è il simbolo della Scozia nell’immaginario del mondo (a parte whisky, cornamuse e kilt).

I primi avvistamenti del mostro risalgono a secoli fa, addirittura nel VI° secolo d.C.
La leggenda moderna è nata il 2 maggio del 1933, quando il giornale locale “Inverness Courier” riportò la notizia di una coppia che dichiarava di aver visto “un enorme animale che si tuffava nella superficie del lago”. La storia del “mostro” diventò un fenomeno mediatico, e fece il giro del modo.

La foto più famosa del mostro di Loch Ness fu scattata un anno dopo e pubblicata sul Daily Mail il 21 aprile del 1934.

L’immagine, conosciuta come la “fotografia del Chirurgo” fu vista come la prova che il mostro marino esisteva, ma successivamente si rivelò un falso elaborato.
Il Nessie entrato nell’immaginario collettivo, altro non era che un sottomarino giocattolo con una testa di legno.

Ecco alcune delle curiosità più importanti sulla leggenda del mostro di Loch Ness.

1. LA LEGGENDA INIZIA NEL 565 d.C

Il mito del mostro di Loch Ness è iniziato nel VI° secolo, quando il monaco irlandese San Colombano testimoniò di aver seppellito un uomo che era stato attaccato da una “bestia acquatica” che viveva nel fiume Ness, che sfocia nel lago.
La leggenda risale al 565 d.C. e da allora Nessie è stato “visto” almeno 1.036 volte.

2. LA CELEBRE FOTO DI NESSIE PUBBLICATA SUL DAILY MAIL

Nel marzo del 1994, 60 anni dopo la pubblicazione della foto, Chris Spurling confessò sul letto di morte che l’immagine era in realtà una bufala.
Spurling ordì la beffa insieme ad altri uomini, tra cui suo suocero.
Tale Marmaduke Wetherell era stato assunto dal quotidiano Daily Mail per trovare il mostro di Loch Ness nel 1933.
Inizialmente pensò di aver trovato una prova, ma fu ridicolizzato quando si scoprì che si era sbagliato.
Wetherell, suo figlio, Ian, e Spurling decisero quindi di vendicarsi contro il giornale.
Costruirono il “mostro” usando un sottomarino giocattolo e una scultura di plastica.
Ian Wetherell ha scattato la foto e dandola poi a un medico locale, il colonnello Robert Wilson, che ha poi venduto il celebre scatto al Daily Mail.

3. ALLA RICERCA DI NESSIE

La fotografia e la leggenda del mostro di Loch Ness hanno portato a diverse spedizioni per trovarlo, tra cui la “Big Exhibition” del biologo Roy Mackal nel 1970, studi del ricercatore Robert Rines nel 1972, 1975, 2001 e il 2008, e la ricerca della BBC nel 2003.
Numerosi video e foto che pretendono di dimostrare l’esistenza di Nessie sono emersi nel corso degli anni.
Nel 2014, una foto ottenuta con un’applicazione di mappe satellitari di Apple, ha mostrato una creatura nel lago, scatenando l’entusiasmo collettivo.
(LEGGI QUI)

4. LO SCIENZIATO LICENZIATO PER AVER SOSTENUTO L’ESISTENZA DI NESSIE

Nel 1959 il dottor Denys Tucker, zoologo e capo scienziato del National History Museum, fu rimosso dal suo incarico.
Tucker aveva una “ossessione” per Nessie: credeva fosse un plesiosauro, un rettile marino del periodo Giurassico che scomparve 66 milioni anni fa.
Scrisse al New Scientist:
“Io, uno zoologo marino professionista, ho visto una grande gobba muoversi nelle acque calme il 22 marzo 1959 e abbastanza spudoratamente affermo che apparteneva ad un animale sconosciuto. Sono abbastanza soddisfatto che abbiamo a Loch Ness uno dei problemi più interessanti e importanti nella zoologia di oggi”.

5. NESSIE E’ MORTO

Tra i numerosi fake sul mostro, rimane celebre quello ideato da John Shields.
Nel 1972, un team di zoologi recatosi a Loch Ness alla ricerca di prove dell’esistenza di Nessie aveva scoperto un cadavere di una creatura non ben definita galleggiare in acqua. Vennero avvistati dagli abitanti locali mentre si apprestavano a trasportare su un furgone il corpo dell’animale. Fermati dalla polizia furono costretti a consegnarlo alle autorità locali. Gli scienziati ben presto gettarono acqua fredda sulla teoria che la creatura fosse il mostro di Loch Ness. Si trattava, invece, di un elefante marino, immerso nelle acque del lago dallo zoologo John Shields e camuffato appositamente per fare un piccolo pesce d’aprile ai suoi colleghi.

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