VIDEO| Nyv racconta "Low Profile": “Suonare è la mia più grande dipendenza”

VIDEO| Nyv racconta il suo debutto “Low Profile”: “Suonare è la mia più grande dipendenza”

L’intervista alla cantautrice di Amici 19
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ROMA – Un approccio “Low Profile”, senza voler apparire o seguire le mode. Così nasce la musica di Nyv, al secolo Mirella Nyvinne Pinternagel. Un nome impossibile da dimenticare se si è fan di Amici di Maria De Filippi, talent a cui la cantautrice ha partecipato nell’edizione di quest’anno. Un palco importante per Nyv, che l’ha portata alla pubblicazione del suo primo disco di inediti per Sugar Music, “Low Profile” appunto.

Il disco è su tutte le piattaforme dallo scorso 20 marzo e nei negozi in edizione fisica dall’8 maggio. Ed è quasi un sogno per Nyv vedere realizzato il suo lavoro, che tra le varie tappe ha anche da Sanremo Giovani nel 2018.

“Se ripenso alla prima volta che l’ho tenuto in mano (il disco, ndr.) ricordo una sensazione particolare. Una bella sensazione ma mi ha portato un senso di consapevolezza”, dice quasi stupefatta ai microfoni di Diregiovani, in un’intervista a distanza. 

Dieci le tracce nel disco che sono dieci cartoline di quello che è Nyv: artista dalla sensibilità elevata e con un timbro caldo che colpisce dalle prime note. Nyv scrive, suona, fa beat box, improvvisa con la voce e canta in italiano, in inglese e in francese. Le sue origini, è nata a Lussemburgo nel 1997 ma vive a Cormano in provincia di Milano, le donano il giusto tocco di internazionalità.

A prescindere dalla lingua utilizzata, le canzoni di Nyv sono coinvolgenti al punto da abbattere ogni possibile barriera di incomprensibilità. Non importa che linguaggio Nyv usi, la sua capacità d’interpretazione arriva e colpisce. Nei testi c’è tutta la sua onesta e questo si sente:

“Sono tutte canzoni che parlano di me o di storie che ho vissuto da vicino”, spiega la diretta interessata. E così è impossibile non scatenarsi sulle note di “Banlieue”, emozionarsi su quelle di “Padre” o cantare “Blues d’alcol”.

Pezzi nati con il tempo senza pensare al fatto che sarebbero potuti finire in un disco.

“Mentre li scrivevo non avevo in mente la possibilità di fare un giorno un disco, per me sono sempre state delle raccolte. Dei momenti che tenevo nel computer o che condividevo con i miei amici quando suonavo o che facevo sentire alla mia etichetta ma la vedevo ancora lontana la possibilità di fare un disco. Mi sono resa conto della nascita di Low Profile quando ho scelto la tracklist e le canzoni da produrre seriamente e forse quando ho visto la copertina”.

Amici ha, di certo, dato la spinta per concretizzare il lavoro: “Mi ha dato la possibilità di portare le canzoni davanti a un grande pubblico”. In televisione, Nyv ha portato se stessa, senza mai rinnegarsi:

“Low Profile, a basso profilo, senza alcun tipo di pretesa perché ho sempre fatto musica in questo modo. Non ho mai cercato di essere al centro dell’attenzione o di mettermi in primo piano. Ho sempre avuto qualcosa da dire”, rivela.

“Ho sempre avuto l’esigenza di dire delle cose, di scrivere delle cose, di cantare certe cose e suonare certe cose perché avevo bisogno di raccontarle e avevo bisogno di tirar fuori. Low profile vuol dire semplicemente questo: tirar fuori con estrema sincerità quello che si è a prescindere da tutto quello che ci circonda, dalle mode o dalle preferenze musicali, a prescindere dall’estetica e dai compromessi”.

Così, la musica diventa quasi una dipendenza per Nyv:

Non ce la faccio a stare giorni senza suonare uno strumento. Devo comunque ritagliarmi ogni giorno quel tot di tempo in cui suono e basta, senza cantare. Ho semplicemente bisogno di mettermi lì con uno strumento – rivela la cantante – suonare qualcosa e tirar fuori. Se non lo faccio mi rendo conto che impazzisco, inizio a essere nervosa, a tratti rispondo anche male, divento antipatica. È una cosa che mi appartiene sin da bambina”.

E suonare è la prima cosa che Nyv vorrà fare dopo la quarantena:

“Contatterò i miei amici musicisti, ci vedremo da qualche parte a Milano e organizzeremo una grandissima jam. Viva l’improvvisazione!”.

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