Silvia Avallone, 'Un’amicizia' : quando i rapporti vanno al di là del banale

Silvia Avallone, ‘Un’amicizia’ : quando i rapporti vanno al di là del banale

E' stata la stessa scrittrice a presentarlo sui canali social
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ROMA –  È uscito ieri, 10 novembre, il nuovo romanzo di Silvia Avallone, seconda classificata al Premio Strega 2010 con “Acciaio”, suo esordio quando aveva solo 26 anni. Il titolo è “Un’amicizia”, ce lo ha presentato lei stessa lo scorso 18 ottobre tramite i suoi social, taggando anche la casa editrice Rizzoli: “Eccola, ‘Un’amicizia’. Stampata, presente. Ci tengo a mostrarla a voi prima di tutto. La copertina è parte di un quadro di Bo Bartlett. E il ballo di queste due giovani donne è così struggente che, fin dalla prima volta che l’ho visto, mi ha fatto pensare alle protagoniste del mio romanzo. Mi ha ricordato l’impasto di malinconia e desideri irrisolti che lasciano indietro le amicizie finite, che non smettono mai di finire. E restano storie aperte”.

Alla vigilia della pubblicazione è tornata ad annunciarlo con un lungo post in cui, tra le altre cose, ha parlato dei libri come “beni essenziali” e dell’importanza dei librai e delle librerie. Di queste ultime ha detto: “Da parte mia, continuerò a frequentarle assiduamente. Anche quelle lontane da casa, che con generosità mi hanno invitata a presentare in streaming Un’amicizia”. Sugli incontri per la promozione del suo ultimo lavoro ha specificato: “Il tour si farà, online e a distanza, ma ce la metterò tutta per convertirla in vicinanza. E sarò felice di collegarmi con voi dalla scrivania dove ho scritto questo romanzo, rispondere alle vostre domande, parlarvi di questa nuova storia provando a “prendervi e a portarvi via” almeno un po’”.

La storia è quella, appunto, di un’amicizia tra due ragazze, Elisa, la narratrice della vicenda, e Beatrice che, cresciute insieme, finiranno lontana l’una dall’altra. Mentre l’inizio di questo loro rapporto è sfocato, non preciso (è cominciato con la comparsa improvvisa di Beatrice sulla spiaggia o con un paio di jeans rubati insieme in una boutique elegante e la fuga in motorino?), la fine invece è certa, una fine il cui ricordo ancora, dopo tredici anni, fa male. Ora, infatti, tutti credono di conoscere Beatrice, ma non sanno cosa si nasconde dietro quel suo onnipresente sorriso. “In questo magazzino di cose anche un po’ polverose Elisa decide di restare una fedele seguace di un tempo della storia che rischia di scomparire, dove un passo di Menzogna e sortilegio di Elsa Morante, un verso di Vittorio Sereni o uno di Wislawa Szymborska costituiscono la grammatica capace di orientare tutta l’esistenza”, scrive Pierluigi Battista sul Corriere della Sera.

“Mentre Beatrice, esattamente sul lato opposto, sembra essere la figlia ideale di questo tempo, totalmente a suo agio nella sua atmosfera morale, perfettamente aderente ai suoi simboli, ai suoi miti fatti di
materiale contraffatto, dove l’apparenza diventa l’unica legge, l’unico orizzonte, l’unica chance per uscire dall’oscurità di una vita senza gloria e senza sogni.” Silvia Avallone conferma il felice connubio con Rizzoli, con cui ha pubblicato il resto dei suoi romanzi: “Acciaio” (2010), “Marina Bellezza” (2013) e “Da dove la vita è perfetta” (2017).

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